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Honduras. Un «arrollador» triunfo electoral y una derrota nacional
Ismael Moreno S.I.

Il colpo di Stato del 28 giugno 2009 ha distrutto il sistema bipartitico e ha disarticolato la struttura delle élites che hanno governato per anni l’Honduras. Le elezioni del 29 novembre si sono quindi tenute in un clima di incertezza. Un’incertezza che potrebbe spalancare le porte a un regime autoritario o, al contrario, aprire la strada a un processo di democratizzazione del Paese. In questa situazione come si articoleranno i rapporti tra il neopresidente Porfirio Lobo e l’opposizione? Envío (Nicaragua), vol. 28, n. 333, diciembre 2009, pp. 32-36.

www.envio.org.ni
Dossier - Nouveaux acteurs sur la scène mondiale
AA. VV.

Sulla scena internazionale, accanto agli Stati, si affacciano nuovi attori. Paesi che giocano un ruolo secondario sul piano della «potenza», ma primario per una società civile alla ricerca di forme nuove di democrazia e partecipazione, Ong con sempre maggiori capacità di mobilitazione, agenzie di ricerca e ricercatori interpellati in quanto tali e non come rappresentanti governativi. Projet (Francia), n. 313, novembre 2009, pp. 34-77. 

www.ceras-projet.org/index.php?identifier=projet
Corte francese giudicherà tre presidenti africani
La Corte di cassazione di Parigi ha dato il via libera all'inchiesta che dovrà far luce sulla provenienza del patrimonio del presidente del Congo, del presidente della Guinea Equatoriale, e dell’ex presidente del Gabon.

Mexico, 200 años de Independencia, 100 años de Revolución
Jorge Alonso

Il Messico che festeggia due secoli di indipendenza e un secolo dalla rivoluzione è spaccato in due, con una parte della popolazione che sprofonda nella povertà. Di fronte ai fallimenti del governo attuale in termini di giustizia sociale e rispetto dei diritti umani, le celebrazioni suonano vuote e demagogiche, perché ignorano una verità storica: Indipendenza e Rivoluzione furono accompagnate da ribellioni popolari. Envio (Nicaragua), agosto 2010, pp. 28-33.

www.envio.org.ni

New Leader for American Catholics

While most Catholic eyes are directed toward Rome where new cardinals will be created on November 20, an important leadership transition is taking place in the United States where a new president will be chosen for the U. S. Conference of Catholic Bishops. While people in red hats tend to get noticed, the president of the bishops' conference is the closest thing the American church has to a real national leader.

Madagascar: nuova Carta, problemi di sempre
Il referendum ha dato il via libera alle riforme volute da Rajoelina, il presidente al potere grazie a un golpe. La nuova Carta garantirà stabilità nell’Isola rossa sconvolta da una profonda crisi politica?

Genesi di un golpe
Costa d’Avorio sull’orlo della guerra
L’ex presidente Gbagbo e il suo avversario Ouattara si proclamano entrambi vincitori delle elezioni del 28 novembre. Dopo le prime schermaglie dialettiche, la parola è passata alle armi. Sono scoppiati incidenti tra i sostenitori di Ouattara e i militari fedeli a Gbagbo. E il Paese rischia di scivolare in una nuova guerra civile.

«I militari, ago della bilancia»
«La situazione in Costa d’Avorio è molto tesa. Il capo di Stato maggiore delle Forze armate non ha rilasciato ancora alcuna dichiarazione. Da come si muoveranno le Forze armate dipenderà il futuro di questo Paese». È un quadro preoccupato quello tracciato da Kevin Adou, uno dei ricercatori del Cerap (Centre de recherche et d’action pour la paix), il centro studi della Compagnia di Gesù in Costa d’Avorio. Secondo Adou, si stanno ripresentando le condizioni che hanno portato il Paese alla guerra civile nel 2002. «Nel 2000 - spiega - il generale Guei, che aveva perso le elezioni, voleva mantenere il potere a tutti i costi. E anch’egli aveva messo in discussione i risultati proclamati dalla Commissione elettorale. Allora i sostenitori di Gbagbo scesero per strada, sostenuti dalle Forze armate, per impedire la vittoria di Guei. Oggi, dieci anni dopo, si ripresenta lo stesso scenario, ma questa volta è Gbagbo che ha sovvertito il responso delle urne».

La Corte costituzionale ha però annullato il voto in alcune regioni del Nord per brogli. «È vero - continua Adou – ci sono stati casi in cui i sostenitori di Ouattara hanno impedito a quelli di Gbagbo di esercitare il voto. E gli osservatori internazionali hanno registrato queste violazioni. Però, come ha fatto notare Choi, il rappresentante del Segretario generale dell’Onu, anche se tutte le contestazioni presentate da Gbagbo fossero riconosciute valide, non sarebbero in grado di invalidare il secondo turno e di rovesciare gli esiti delle urne».

Oggi il Paese è sull’orlo del baratro della guerra civile. Le Forze armate potranno essere l’ago della bilancia. «A seconda di come si muoveranno i militari - conclude Adou - la crisi potrà risolversi a breve o protrarsi per lungo tempo».

Costa d'Avorio: cacao amaro
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