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Popoli oggi

Popoli è il mensile internazionale dei gesuiti italiani. Nato nel 1915 come strumento di informazione sulle attività dei missionari gesuiti sparsi per il mondo, si presenta oggi come magazine di attualità, analisi e riflessione su questioni internazionali. Nel 2010 è nata un'edizione online, con notizie ulteriori rispetto alla versione cartacea.
Promozione della giustizia e incontro tra culture, annuncio del Vangelo e inculturazione della fede, dialogo ecumenico e interreligioso sono gli ambiti privilegiati di Popoli, nel costante tentativo di cogliere i «segni dei tempi» che caratterizzano la globalizzazione.
La versione cartacea è venduta per abbonamento e in libreria, mentre la versione digitale può essere acquistata da questo stesso sito o su tablet e smartphone. La rivista è edita dalla Fondazione Culturale San Fedele di Milano.

 

La nostra storia

Gli inizi 
È la fine del 1914 quando a Venezia il padre Giuseppe Petazzi inizia la pubblicazione de Le Missioni della Compagnia di Gesù. Eravamo all'inizio della prima guerra mondiale e il direttore non mancò di notare il particolare momento storico nell'introduzione al primo numero. Scopo della nuova rivista era "narrare e promuovere la grande opera della Missioni" con particolare riferimento all'attivita' missionaria dei gesuiti. Una data particolarmente significativa è il 1954, quando dal formato "quaderno" si passa a uno piu' grande, cambiando anche l'impaginazione e la tecnica di stampa. Gli stessi contenuti acquistano così un carattere più universale, si allarga la cerchia dei lettori e si entra più decisamente nell'era delle immagini. Una nuova tappa ancora più importante si ha nel 1970, quando inizia la collaborazione tra i gesuiti italiani e la direzione per l'Italia delle Pontificie opere missionarie.

Nasce Popoli e Missioni
Il maggior numero di lettori e quindi una piu' ampia disponibilita' finanziaria permettono l'uso del colore e una veste grafica d'avanguardia. La nuova rivista allarga anche i suoi obiettivi e rispecchia, con un'apertura universale, tutto il mondo dell'evangelizzazione. Nei 16 anni di questa collaborazione si deve sottolineare il progressivo inserimento della rivista nella pastorale missionaria della Chiesa italiana, attraverso uno stretto contatto sia con i Centri missionari diocesani, sia con l'Ufficio nazionale per la cooperazione tra le Chiese (che è una diretta emanazione della Conferenza episcopale italiana). La rivista diventa così uno strumento di "educazione missionaria permanente della famiglia", secondo l'espressione di Paolo VI nel messaggio per la Giornata missionaria mondiale del 1976. La collaborazione con le Pontificie opere missionarie permette anche ai gesuiti di farsi conoscere come ordine missionario, un aspetto da molti quasi ignorato in Italia.

Dal 1987, Popoli
Nel 1986 la direzione italiana delle Pontificie opere missionarie decide di dare vita a una sua rivista specifica e così, a partire dal gennaio 1987, inizia una nuova fase, quella attuale di Popoli. Cambia il titolo e la veste esterna viene via via aggiornata. Cambiano anche i direttori: dopo la lunga direzione di padre Giuseppe Bellucci, è la volta di padre Giustino Bethaz e, dal 1999 al 2005, di padre Bartolomeo Sorge, già direttore di Aggiornamenti Sociali e Civiltà Cattolica. Dal 2006 il direttore è Stefano Femminis, primo laico a dirigere una rivista dei gesuiti italiani.
Nella sua storia, dunque, la rivista ha attraverso varie fasi di cambiamento, sempre però cercando di interpretare e comunicare l'evoluzione del concetto di missione. Oggi, in un mondo dove le distanze sembrano annullarsi, ma le "differenze" sembrano invece moltiplicarsi, il compito di Popoli è di avvicinare le persone e le culture, di gettare ponti di dialogo tra le diverse fedi e di partecipare al dibattito su cosa significa vivere il Vangelo ed essere Chiesa nel terzo millennio.

 

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