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Sudafrica, cosa succede agli eredi di Mandela
15 novembre 2011
L’African National Congress (Anc), il partito che governa il Sudafrica dalla fine dell’apartheid ed è guidato dal presidente Jacob Zuma, il 10 novembre ha sospeso per cinque anni Julius Malema, il controverso leader della sua sezione giovanile. Da tempo Malema era entrato in conflitto con Zuma per le sue posizioni provocatorie e razziste, accusate di compromettere il percorso di pacificazione e ricostruzione del Paese dopo la fine dell’apartheid. Il 13 settembre Julius Malema era stato condannato per incitamento all’odio per avere cantato una canzone popolare ai tempi dell’apartheid durante una manifestazione politica. In un primo momento il presidente Zuma aveva cercato di difenderlo dicendo che il partito non avrebbe dovuto espellerlo ma aiutarlo a diventare un buon leader. Negli ultimi tempi però gli attacchi di Malema contro Zuma sono aumentati, fino a mettere apertamente in discussione la sua leadership e la sua ricandidatura alle prossime elezioni del 2014.

«Fonti vicine al vertice dell’Anc - osserva un religioso sudafricano interpellato da Popoli e che preferisce l’anonimato - mi hanno rivelato che non finirà qui. La sospensione è solo il primo atto. Gli ispettori dell’Anc continueranno a indagare su Malema e, in particolare, su alcuni casi di corruzione in cui sarebbe coinvolto nella provincia di Limpopo. Una volta neutralizzato Malema, per Zuma la strada del rinnovo del mandato come leader del partito e, quindi, per la presidenza della Repubblica è spianata».

Alcuni periodici sudafricani hanno paventato il rischio di violenze. I supporter di Malema, molti dei quali disoccupati provenienti dalla township, potrebbero infatti rispondere organizzando assalti alle sedi dell’Anc o aggredendo esponenti del partito. «È vero - continua il religioso - qualcuno teme che possa scoppiare la violenza. Ma credo che se Malema giocherà la carta delle intimidazioni, l’Anc avvierà una durissima repressione. Qualcuno sostiene anche che Malema possa creare un proprio partito. Tutto è possibile, ma personalmente credo che sia abbastanza intelligente da capire che al di là dell’Anc c’è solo l’oblio. Se dovesse creare una nuova formazione probabilmente questa avrebbe scarsissimo seguito e a lui verrebbe meno quel palcoscenico che gli è indispensabile per la sua politica populista».

Ma che cosa comporterà la sospensione di Malema e la sua eventuale scomparsa dalla scena politica? «Malema raccoglie voti soprattutto tra i tantissimi giovani disoccupati - conclude il religioso -. Se lui dovesse scomparire, purtroppo il problema della disoccupazione non scomparirebbe con lui. Credo quindi che senza Malema, emergerebbe un altro giovane radicale e populista che si farebbe portavoce del malcontento. Il vero problema quindi non è tanto lui, ma la disoccupazione e la povertà. Sono questi i nemici da battere».
Enrico Casale
© FCSF – Popoli
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