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Turchia: "Dopo lo shock torniamo ad aiutare"
27 ottobre 2011

Stanno per tornare a Van Costanza, Gabriella e Roberto Ugolini, dopo avere trascorso qualche giorno a Istanbul, ospiti nel convento dei francescani. Sopravvissuta alle scosse del terremoto che domenica 23 ottobre ha sconvolto l’Est della Turchia, la famiglia, originaria di Firenze, ha deciso di fare rientro nella città dove vive da alcuni anni e stare vicino ai tanti conoscenti e amici, turchi e rifugiati di altri Paesi che arrivano in Turchia. «In realtà siamo noi che veniamo aiutati ora - racconta Costanza Ugolini a popoli.info -, perché la nostra casa è inagibile, ma ci sono amici e conoscenti che ci offrono ospitalità, soprattutto nei villaggi dove le distruzioni sono minori».
Mentre il bilancio delle vittime si è fatto sempre più tragico - i morti sono oltre 450 -, la fase iniziale dei soccorsi è confusa. A Van la notte scorsa ha nevicato nuovamente. Migliaia di persone non hanno più nulla e questo ha spinto il governo di Ankara ad accettare anche le offerte di aiuto da Israele, con cui di recente ha interrotto i rapporti diplomatici.
«Non è facile offrire assistenza - spiegano gli Ugolini - perché se sei da solo a portare cibo o abiti, ma non ti appoggi alle autorità o alle organizzazioni locali, puoi essere letteralmente assalito da chi è rimasto senza nulla». Gli Ugolini, impegnati da tempo nell’aiuto ai richiedenti asilo, sperano di potere continuare ad aiutare i più bisognosi, insieme alle associazioni che si occupano degli stranieri presenti a Van e all’ufficio locale dell’Acnur, l’agenzia dell’Onu per i rifugiati.
Essi stessi sono fuggiti da casa solo con gli abiti che avevano addosso. «Abbiamo ricevuto tante dimostrazioni di solidarietà, anche concrete, sia dall’Italia si qui in Turchia». Alla domanda se non hanno paura a ritornare a Van, considerato che le scosse sismiche continuano, rispondono: «In questi giorni a Istanbul, città enorme di 18 milioni di abitanti, per puro caso abbiamo incontrato una donna afghana che avevamo conosciuto e aiutato a Van. Si trovava a Istanbul con i suoi sei figli per sostenere i colloqui che potrebbero consentirle di essere accolta come rifugiata in Nord America. L’organizzazione che la segue voleva rimandare lei e i bambini a Van, ma nel frattempo hanno perso la casa. È stata una grande sorpresa e una grande gioia incontrarli. Li abbiamo aiutati a trovare una sistemazione temporanea a Istanbul e ci hanno fatto capire ancora di più che il nostro posto è qui in Turchia».

Francesco Pistocchini


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