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I tanti significati del volontariato
Dalla mensa all’ambulatorio, dalla scuola di italiano ai centri d’accoglienza fino al centro d’ascolto, la ricchezza dei volontari sta nella motivazione, nella voglia di porsi a servizio degli ultimi e nella capacità naturale di mettersi in ascolto di chi ha prima di tutto bisogno di sostegno e comprensione.
I volontari del Centro Astalli sono molto diversi tra loro per provenienza, professione, lingua ed età: si va dallo studente universitario al pensionato, dal medico all’avvocato, ai religiosi che svolgono il loro apostolato. Per diventare volontario basta fare un colloquio conoscitivo e provare a fare un’esperienza in una delle realtà dell’Associazione.

Emma, volontaria della mensa, ci spiega che ha iniziato questa esperienza inseguendo un’idea di cittadinanza attiva che ha da sempre. «Anche nel mio lavoro di insegnante di Storia e Filosofia - aggiunge - ho cercato di trasmettere qualcosa che non fosse solo un contenuto didattico, che aiutasse i ragazzi a rapportarsi alla società con senso di responsabilità, che li rendesse attori più che spettatori. Il volontariato è un modo per continuare a coltivare questi valori».
Perché hai scelto il Centro Astalli?
«Credo in un’idea di servizio agli ultimi che abbia a che fare con la giustizia più che con la generosità, e l'ho ritrovata nel Centro Astalli».
Che cosa ha suscitato in te conoscere la realtà dei rifugiati?
«Le storie dei rifugiati non possono non coinvolgerti. Ti spingono a porti molti interrogativi, a cambiare il tuo approccio alla vita quotidiana, a relativizzare tante aspettative».

Anche Francesco, 18 anni, è un volontario della mensa per rifugiati di via Astalli a Roma.
Cosa vuol dire per te essere un volontario?
«Significa dedicare tempo a qualcosa che solo in apparenza non mi riguarda direttamente. È certamente un servizio che risponde al bisogno di un’altra persona ma, per un volontario, accogliere quel bisogno diventa una ricchezza».
Cosa motiva il tuo impegno?
«Un senso di responsabilità verso la società in cui vivo, non priva di limiti che pesano soprattutto sulle persone più vulnerabili. Non penso di avere una soluzione, ma so che devo fare qualcosa, che non posso rimanere a guardare».
Quali sono le reazioni dei tuoi coetanei riguardo a questa esperienza?
«Alcuni amici prestano servizio in altre realtà e quindi il racconto diventa uno scambio di vissuti. Tra coloro che non hanno mai svolto volontariato, invece, le reazioni sono diverse. Ad esempio, se si organizzano iniziative a cui non partecipo perché ho il turno alla mensa, a volte gli amici ci scherzano su. Poi però succede che qualcuno rimanga colpito e che addirittura mi chieda consigli per impegnarsi in prima persona».
Suggeriresti ad altri questa esperienza?
«Sì, e credo anche che per viverlo a pieno il servizio debba trasformarsi in un impegno anche al di fuori delle mura della mensa, tradursi in un atteggiamento quotidiano di attenzione all’altro».
Fondazione Astalli
La foto non si riferisce
ai soggetti descritti nell’articolo


IL BILANCIO DI UN ANNO
Èstato presentato a Roma il Rapporto annuale 2014 del Centro Astalli, con la descrizione delle attività realizzate nel corso del 2013 e i relativi dati attraverso i quali ogni anno l’associazione (49 operatori e 486 volontari) legge il lavoro svolto. Il bilancio, in pareggio, è stato di 2.720.000 euro.
A fronte delle quasi 26mila domande di asilo esaminate in tutta Italia nel 2013 (fonti Acnur), i migranti forzati che il Centro Astalli ha incontrato, solo nei servizi che offre a Roma, sono stati circa 21mila. Ammonta invece a circa 37mila il numero complessivo degli utenti assistiti in tutte le otto sedi territoriali dell’Associazione, in cui si registra un generale aumento.
La crisi economica continua a colpire in modo particolare i più vulnerabili. Anche persone che da tempo avevano intrapreso un percorso di autonomia sono state costrette a rientrare nel circuito dell’assistenza. Sempre numerose, tra le persone incontrate, le vittime di tortura: ne sono state individuate e assistite 713, per la maggior parte provenienti da Paesi africani.

© FCSF - Popoli, 1 aprile 2014