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Periferie creative
Al centro delle periferie, nel «cuore del margine» di Palermo, nasce una fecondità creativa e creatrice promossa da giovani che non si sono arresi. Giovani che lanciano domande di senso e buone prassi raccolte dall’Istituto Arrupe attraverso un corso di formazione politica a Ciaculli, borgo rurale alla periferia di Palermo, conosciuto per i suoi mandarini tardivi e per antiche cronache di mafia, ma mai esplorato nelle sue potenzialità.
L’idea di fondo è quella della pedagogia ignaziana, giocata su un doppio binario: accompagnare i giovani nella rilettura della propria esperienza e della propria originalità personale attraverso tutor, operatori del territorio opportunamente formati; accompagnare i processi sociali e le reti autentiche perché il nuovo possa svilupparsi non in solitudine, ma dialogando con altri soggetti istituzionali, privati e del Terzo settore, locale e nazionale.

La sfida consiste nella formazione di una leadership diffusa nel territorio: formare non uno, ma tanti leader capaci di diventare «autori» del proprio territorio e di maturare una responsabilità sociale ed etica nelle scelte politiche. Ciò vale per Federica, che studia al liceo classico, sogna di fare il medico in terre di missione e si interroga sull’etimologia della parola «politica» non solo per i greci ma anche per Ciaculli; per Claudio, che, seppure stanco dopo una giornata da operaio e gli abiti da lavoro ancora addosso per arrivare puntuale, chiede ai nostri esperti come trasformare un’idea in impresa; per Antonino, che si commuove di fronte alla narrazione dell’attore da noi invitato a raccontare storie di comunità perché è come se vedesse scorrere nei volti dei protagonisti le proprie emozioni, fragilità e desideri.

L'obiettivo, condiviso con le suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret, che operano in loco, è creare un laboratorio politico di partecipazione e cittadinanza attiva in periferia. Per rafforzare un’identità collettiva, il senso di appartenenza a un territorio comune, per promuovere tra i giovani buone pratiche di innovazione sociale ed economica.
Il percorso formativo ha visto il coinvolgimento di docenti universitari, esperti in progettazione comunitaria, funzionari e politici locali, imprenditori, attori, insegnanti, operatori sociali che hanno offerto le loro conoscenze in un atteggiamento di confronto: l’analisi di comunità, ad esempio, è stata realizzata attraverso l’osservazione partecipante e una passeggiata in cui i giovani, veri esperti del territorio, hanno guidato gli urbanisti alla scoperta del quartiere.
Anna Staropoli
Istituto Arrupe Palermo


NON SOLO PALERMO
Oltre a quella descritta nell’articolo, vi sono altre esperienze di partecipazione che hanno coinvolto l’Istituto Arrupe (www.istitutoarrupe.it), attraverso reti di partenariato formali e informali: la rete Mettere in Comune, che sta realizzando nel capoluogo siciliano una mappatura degli immobili abbandonati o in disuso, come risposta al bisogno di spazi per realtà associative; il Piano sociale di Palermo - Laboratorio Palermo 2020, per una visione di città che vada oltre le emergenze che la soffocano; l’Electronic Town Meeting del Comune di Palermo, forum che consente la discussione partecipata su temi di interesse pubblico.
L’Istituto Arrupe sta poi raccogliendo la sfida di Palermo area metropolitana, da un lato coinvolgendo la provincia, in particolare Partinico, nella formazione e partecipazione politica di giovani per lo sviluppo sostenibile del territorio; dall’altro attraverso un progetto formativo per operatori socio-assistenziali, in partenariato con la Scuola di assistenti sociali di Modica, i Centri Astalli di Palermo e di Catania, rivolto a 60 cittadini stranieri con percorsi di educazione alla cittadinanza attiva in un'ottica multiculturale.



© FCSF - Popoli, 1 marzo 2014