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Un piccolo aiuto per grandi problemi

Daniele è un pastore. Lo è per scelta, non per necessità. È un ragazzo di un paese del Campidano, alle porte di Cagliari, che ha scelto con orgoglio un mestiere antico, duro, ma dignitoso, che gli dà da vivere e che gli consente di non dipendere da nessuno, o quasi. L’alluvione di novembre in Sardegna ha distrutto tutto quello che ha incontrato e ora Daniele ha perso il suo gregge. Delle pecore travolte dell’ondata è riuscito a salvarne solo 20, ma non vuole arrendersi.

Gli amici gli sono accanto e hanno lanciato un progetto su Produzioni dal basso (www.produzionidalbasso.com). Questa piattaforma di crowdfunding è nata nel 2005: vuol dire ben prima di Kickstarter, ma anche prima di Facebook, Twitter e Youtube, addirittura prima della nascita del termine stesso crowdfunding, usato per la prima volta da Wired l’anno successivo.

Produzioni dal basso si definisce orizzontale, trasparente, popolare e gratuita. E quest’ultima è una delle sue caratteristiche particolari : non percepisce percentuali per i progetti proposti, non acquisisce diritti sulle opere proposte, non fa promozione ai progetti, non stampa e non distribuisce nulla.

Altra caratteristica interessante è che non ci sono filtri: non ci sono cioè soglie di sostenibilità sotto le quali il progetto non viene lanciato, e finanziatore e finanziato si accordano direttamente tra loro per decidere il metodo di pagamento prescelto. Naturalmente dei 335 progetti attivi a fronte dei 413 finanziati, non tutti hanno rilevanza sociale come «Un gregge per Daniele», ma rappresentano sicuramente un modello economico alternativo.

È un modello fatto di idee non necessariamente redditizie, innovative, costose, ma semplicemente condivise. E in effetti il fondatore Angelo Rindone, tra le applicazioni ipotizzate cita esempi come gli enti pubblici o il giornalismo di inchiesta; un crowdfunding, cioè, inteso come strumento di partecipazione e controllo democratico.

Antonio Sonzini
antonio@sonzini.it



© FCSF - Popoli, 1 gennaio 2014