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La sete di Ismaele
Paolo Dall'Oglio
Gesuita del monastero di Deir Mar Musa (Siria)
Amicizia feriale
Arrivo all’ottobre missionario col fiato mozzo! La guerra civile che si riaccende in Sud Sudan, le sceneggiate libiche in Italia e italiane in Libia, le paludi irachene, afghane, pachistane: povere d’acqua e piene di fango. La Terra sempre meno santa… Allora son costretto a mandare la memoria a fare incetta di briciole di speranza. Mi limiterò a raccontarvi della mia estate al monastero, nel desiderio di far parte di un’immensa ragnatela d’amicizie che fa da paracadute a questa nostra povera civiltà islamico-cristianoebraica afflitta da cronica conflittualità.
In maggio sono sbarcati al monastero studenti della facoltà di Relazioni internazionali dell’Università del Qalamun (la nostra regione siriana, a ridosso dell’Antilibano) assieme ai loro colleghi di un’università olandese. Un pool d’intellettuali ha partecipato con gli studenti a un’ampia discussione sull’evoluzione del Paese a partire dal buon vicinato interreligioso di cui la Siria va fiera. Gli studenti sono poi rimasti a lungo sotto le stelle a comunicare tra loro e coi membri della comunità monastica.
In giugno ecco il seminario di primavera nel parco naturale del monastero. La domanda di fondo era: quali sono, per le agenzie locali e internazionali di cooperazione, le buone ragioni e le condizioni per intervenire incisivamente nel nostro contesto? Fa bene all’anima vedere uomini e donne di diversi orizzonti culturali capaci di confrontarsi e dialogare su questioni concrete di sviluppo, «con amore nella verità» direbbe il papa, a partire da un esempio locale e in fase avanzata d’attuazione. È stata anche l’occasione per porre, a nome del presidente della Regione Lazio, la prima pietra d’un «Convento degli Angeli» che sarà ostello e foresteria sulla Via di Abramo per favorire quel turismo ambientale e spirituale che servirà la riconciliazione. In un sito internet arabo un giornalista notava che la celebrazione è stata autenticamente islamo-cristiana.
In luglio c’è stata la due giorni, riuscitissima per essere la prima volta, del seminario interreligioso per donne. Suor Huda, l’organizzatrice, fa parte della comunità da sedici anni, di cui cinque passati a studiare alla Gregoriana. Giocava in casa: i suoi amici e colleghi di Damasco, e i suoi fan locali, hanno costituito la base dei partecipanti. Il tema era quello dell’esperienza spirituale delle donne nella vita e nell’impegno quotidiani. Teologhe, psicologhe, medici e operatrici sociali hanno creato spazi di discussione e scambio tra donne di contesti diversi, nella gioia della schiettezza. Suor Deema mi dice: «Sì, le donne possono cambiare in profondità questa società. Sono capaci di ascolto e di accoglienza del nuovo più di quanto desiderino affermare le loro idee. Si nota un cambiamento di linguaggio e quindi di prospettiva che tendenzialmente libera dalle strutture conflittuali maschiliste». E suor Huda conclude: «La consolazione del dialogo di vita, pre e post teologico, che ha convocato queste “sorelle” a una danza di festa, ci spingerà a proseguire nonostante le pastoie fondamentaliste». Nella prima settimana di agosto il monastero ha accolto il tradizionale seminario interreligioso. Il tema di quest’anno era: «L’aggiornamento religioso tra predestinazione divina ed autodeterminazione umana». È da sottolineare il fatto che l’«autodeterminazione» non riguarda solo la libertà di coscienza e la volontà dei singoli, ma anche l’emancipazione dei popoli e la responsabilità collettiva dell’umanità globale. Autorevoli rappresentanti delle sfaccettate appartenenze musulmane e cristiane hanno offerto convergenti punti di vista. Un largo spazio d’espressione è stato lasciato alla perplessità e alla ricerca comuni. L’ingenua semplificazione dell’islam inteso come «predestinazionista» e della Chiesa sempre in difesa del libero arbitrio è caduta, ed è esplosa in una sintesi più partecipativa e fertile. La presenza provvidente di Dio non è più separabile dall’assunzione di una geniale e profetica responsabilità! La sera c’era spazio per musica mistica musulmana e cristiana per dire il desiderio di superare gli intellettualismi e scioglierli nell’amichevole presenza dell’Uno.
Stiamo andando avanti a costruire una dozzina di appartamenti piuttosto spartani e tuttavia ridenti per famiglie della vicina parrocchia che lavorano con noi, vogliono venire a starci accanto o sono particolarmente nel bisogno (chi avesse voglia e possibilità di partecipare contatti deirmarmusa@mail.sy). Si tratta di favorire il buon vicinato e contrastare la tendenza all’emigrazione dei cristiani locali verso i luccicanti lidi d’Occidente. Abbiamo ricevuto aiuto e sconti anche dai musulmani di qui. Ma ci sono davvero questi musulmani o se l’inventa l’amico d’Ismaele?!
© FCSF – Popoli, ottobre 2009