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Scusate il disagio
Giacomo Poretti
del trio Aldo, Giovanni e Giacomo
Angelina
Cara Vita,
con questa lettera voglio dirti che ho preso alcune decisioni, che non mi faranno felice, no, ma almeno attenueranno la mia amarezza; mi sono sentito incoraggiato quando la mia attrice preferita ha deciso di rinunciare a due delle sue innumerevoli bellezze che Tu, Vita, le hai donato, dopo aver saputo che è molto probabile che le due cose in questione, pare l’87% di possibilità, potranno ammalarsi di una terribile malattia. Dopotutto mi è sembrata una scelta molto saggia: meglio prevenire che curare!
Egregia, presuntuosa Vita, ti comunico che io comincerò domattina alzandomi alle 6.45, come tutti i giorni, e non farò piú la colazione con la mia amata nutella spalmata sul pane, yogurt con le fragole e spremuta d’arancia. No, non più, tanto è inutile! Tanto prima o poi te ne andrai, Vita, e a che serve fare delle meravigliose colazioni se Tu un giorno te ne andrai come una vigliacca? Tra l’altro pare che la percentuale che accada una cosa del genere sia quasi del 100%!
Sappi, Vita, che sono molto arrabbiato con te, e francamente devo confessarti che non mi sarei mai aspettato delle cose del genere nei miei confronti e nei confronti di Angelina. Ti elevo una vibrata protesta formale e con la presente mi assumo completamente la responsabilità di ciò che vado comunicandoti.
Non porterò più il caffè in stanza a mia moglie: a che serve essere contenti di ritrovarsi tutti i giorni al risveglio, quando prima o poi Tu, Vita, ce lo impedirai. E allora meglio prepararsi: un sano distacco, una bella dose di indifferenza, un po’ di malumore, certo non saranno proprio bei momenti, forse addirittura dovremo rivolgerci a un avvocato, ma vuoi mettere i fastidi di una separazione legale piuttosto che la tristezza delle tue separazioni, Vita?
Cara la mia ingenerosa Vita, eccomi a comunicarti la mia più grave decisione: siccome è molto probabile (la scienza medica si spinge ad azzardare un 94%) che anche il prossimo inverno mi torni il raffreddore, io ho deciso di rinunciare al mio naso. Cara la mia irrispettosa Vita, mi hai regalato un naso talmente grosso che quando mi viene un raffreddore, è come se si ammalasse l’87% del mio corpo, e francamente la sofferenza è troppa. Non so come si farà a vivere senza un naso, certo risparmierò in fazzoletti, e di questi tempi risparmiare è un’attitudine che tutti quanti dovremmo riconsiderare.




© FCSF – Popoli, 1 giugno 2013