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Scusate il disagio
Giacomo Poretti
del trio Aldo, Giovanni e Giacomo
Aria condizionata
L’uomo moderno ha avviato da qualche decennio una battaglia durissima contro il caldo, in particolare l’uomo che vive in metropoli quali Milano, Torino o Trezzo d’Adda. Sono metropoli, queste, dove il sole compare 5 settimane su 12 mesi e la temperatura media nei 325 giorni in cui è nuvoloso o piove o peggio nevica, è intorno ai 6-7 gradi. L’unico caldo che l’abitante di Milano, Torino o Trezzo conosce è quello che viene prodotto dai termosifoni e dai maglioni in cachemire. È normale che, quando arriva la metà di giugno e il termometro segna 29 gradi, le popolazioni di Milano, Torino o Trezzo d’Adda scendano sul piede di guerra e si dispongano a combattere il ferocissimo nemico.
Il caldo ha lo stesso effetto di uno sbarco di clandestini. Per questo va scacciato in ogni modo, anzi in un unico modo: con il condizionatore! Le popolazioni in guerra escono dalla propria casa, dove ovviamente esiste il condizionatore, solo per andare in luoghi dotati di questo strumento: taxi con il condizionatore, ristorante con il condizionatore, santa messa in luoghi di culto ove sia presente il condizionatore. La temperatura media prodotta nella Valle padana e nell’ex Regno sabaudo è di 8 gradi centigradi (a volte all’interno dei taxi si formano candele di ghiaccio che nemmeno nei giorni della merla sono state avvistate).
L’uso dell’aria condizionata favorisce l’incremento del Pil di almeno 7 punti percentuali, a beneficio in particolare delle case farmaceutiche che, nei mesi estivi, fronteggiano a fatica la richiesta di antibiotici, antinfiammatori per la gola, apparecchi per aerosol e sciroppi per la tosse. E poi, diciamolo, con il condizionatore si affrontano meglio i saldi: ho visto gente scendere dall’auto e togliersi il maglione (necessario con gli 8 gradi di cui sopra), fare due metri e mezzo sul marciapiede, rimettersi il maglione e sopra il piumino ed entrare in un negozio a comprarsi il costume da bagno in saldo.
Voi potete anche criticare le popolazioni di Milano, Torino e Trezzo d’Adda, ma loro sono fatte per il cielo velato, la nebbia e il maglione di lana pregiata. Il caldo «l’è una roba da negher».

© FCSF – Popoli, 1 agosto 2010