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Multitalia
Maurizio Ambrosini
Università di Milano, direttore della rivista Mondi migranti
Auguri alla cittadina Cécile
Il governo Letta ha subito espresso alla sua nascita un segnale di novità sul terreno dell’immigrazione, presentando a sorpresa come ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge, parlamentare neoeletta di origine congolese.
In politica la dimensione simbolica è importante e, quando sono in gioco i temi dell’immigrazione e dell’identità nazionale, lo diventa ancora di più. Letta ha voluto lanciare un chiaro messaggio: l’Italia è diventata multietnica, oggi è formata anche da persone che vengono da lontano e a volte hanno la pelle scura o gli occhi a mandorla. Più che il rispettabile curriculum professionale e politico della neoministra, sono le sue origini e il suo aspetto fisico a catalizzare l’attenzione, anzi a diventare il messaggio politico indirizzato al Paese.
Specularmente, la designazione di un ministro di origine immigrata ha immediatamente suscitato vibranti polemiche, anzi è stata forse la scelta più controversa della squadra di governo. Un esponente leghista, oltre a ricorrere a insulti irriferibili, l’ha definita «un elogio dell’incompetenza». Un altro ha scritto su Facebook: «Dovremo uccidere almeno venti di loro». È strano come il razzismo incontri severe sanzioni negli stadi e sia invece pienamente legittimato in Parlamento e dintorni.
Il nuovo ministro ha subito dichiarato di voler lavorare a una nuova legge sulla cittadinanza, basata sullo ius soli, ossia sulla concessione della cittadinanza a chi nasce in Italia. Non sarà un compito facile: il solo annuncio di un’iniziativa in materia ha già suscitato un’opposizione preventiva, che non ha mancato di richiamare le posizioni fin qui assunte da una parte dell’attuale maggioranza.
Per Cécile Kyenge, come per la maggioranza dei nuovi cittadini italiani, è stato il matrimonio ad aprire le porte della cittadinanza italiana, di quella che curiosamente si chiama «naturalizzazione». Forse sarà proprio lei, con la sua storia di attivismo associativo e di impegno politico locale, la persona più indicata per promuovere una via di accesso alla cittadinanza senza lunghe attese e incerte trafile. Tanti auguri, Cécile!



© FCSF – Popoli, 1 giugno 2013