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Multitalia
Maurizio Ambrosini
Università di Milano, direttore della rivista Mondi migranti
Dagli all’untore
La paura delle malattie portate dagli immigrati è uno dei più antichi, durevoli e minacciosi stereotipi sull’argomento. Quasi come le leggende sui rom che rubano i bambini.

L’estate ha fornito comodi pretesti per la speculazione politica in materia. Non bastava che Radio Padania approfittasse dell’epidemia di ebola nell’Africa occidentale per seminare il panico, con l’obiettivo di colpire l’operazione Mare Nostrum e il salvataggio in mare dei richiedenti asilo. Anche Beppe Grillo sul suo blog ha scelto il punto di vista sanitario per esprimere il proprio pensiero sull’accoglienza dei rifugiati. Il punto d’attacco è «l’ingresso di malattie infettive dall’Africa» e più specificamente il ritorno della Tbc, che avrebbe contagiato 40 poliziotti impegnati nelle operazioni di salvataggio. «Vogliamo reimportarla, reimportiamola! Ma facciamolo alla luce del sole…». Poi, con la consueta eleganza, l’accusa di lasciare spalancate le frontiere «senza fare alcun accertamento medico su chi arriva da chissà dove nel nostro Paese».

Gli ha risposto, tra gli altri, Medici senza frontiere. «No grazie all’allarmismo basato sulla paura e sull’ignoranza piuttosto che sui fatti». Ecco i fatti. I controlli medici ci sono, e gli sbarcati bisognosi di cure vengono ricoverati. I 40 poliziotti non sono malati, ma solo positivi a un test, e risultano regolarmente in servizio.

Ancora: i rifugiati seriamente malati sono pochi, perché sono selezionati alla partenza. Il viaggio costa e le famiglie non puntano soldi su chi non dia speranza di riuscire a restituirli attraverso le rimesse. Soprattutto, la nostra Costituzione ci obbliga ad applicare il diritto di asilo senza condizioni preventive, senza specificare che i rifugiati debbano essere in buona salute. Si potrebbe aggiungere: proprio i più sofferenti, se ci sono, dovrebbero avere la precedenza.

Domandina finale: c’è ancora qualcuno che dubita della xenofobia di Grillo?



© FCSF – Popoli, ottobre 2014