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Scusate il disagio
Giacomo Poretti
del trio Aldo, Giovanni e Giacomo
Esercizi di democrazia
Se è vero che la famiglia è la cellula della nostra società, le assemblee condominiali sono le palestre della democrazia. L’altra sera ho partecipato a un’assemblea condominiale. All’ordine del giorno vi erano solo due punti: migliorie al locale spazzatura, utilizzo e regolamentazione dello spazio comune (giardino). Erano presenti il 58% dei cittadini-condomini aventi diritto di voto, e dunque l’assemblea è stata considerata valida. Il primo litigio è scoppiato dopo 25 secondi, quando il sig. Frattani, proprietario del trilocale al terzo piano, ha proposto il divieto di affitto di eventuali appartamenti sfitti a cittadini extracomunitari, il Presidente ha fatto notare che l’argomento non era all’ordine del giorno e si è beccato del «musulmano». Le proposte per eliminare gli odori provenienti dal locale spazzatura erano tre: a) evitare di fare spazzatura; b) costruire un inceneritore; c) trasferire il locale spazzatura dallo scantinato al condominio a fianco. Poco prima dell’inizio della discussione il sig. Frattani ha preteso di aggiungere il divieto di cucinare tra le 8 e le 12 e tra le 14 e le 20, «onde impedire che le esalazioni di sughi e intrugli vari si spandano su per le scale». Il Presidente ha rifiutato la proposta, rischiando la propria incolumità personale.
A quel punto quattro condomini manifestavano il desiderio di abbandonare l’assemblea, mentre il sig. Cacace, bidello in pensione di Castellamare di Stabia, proponeva di mettere ai voti che le discussioni si facessero senza urlare. Al momento del voto, e della probabile unanimità, il sig. Frattani ha urlato che lui non accettava lezioni di civiltà da «uno che dalle sue parti la spazzatura la tengono fuori dalla porta di casa», e anzi ha proposto di trasferire la spazzatura fuori dall’appartamento del sig. Cacace. Il Presidente si è visto costretto a negare questa ennesima opportunità di voto al sig. Frattani.
Nel frattempo si erano fatte le 22.30 e il 24% degli aventi diritto di voto ha manifestato l’intenzione di votare o di andare a dormire. Frattani ha proposto di mettere ai voti le due intenzioni, il Presidente, esausto, ha accettato la proposta. «Dove andremo a finire!», ha sbuffato qualcuno. «La proposta “Si vada a dormire” - ha proclamato il Presidente - vince con il 56%, dichiaro sciolta l’assemblea». Gli altri si sono astenuti, o forse dormivano già, non ricordo. Non ci sono più le palestre di una volta!

© FCSF – Popoli, marzo 2009
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