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Sapori&Saperi
Anna Casella
Antropologa
La «ricca» noce degli aborigeni
Com’era il mondo all’inizio della sua storia? O meglio, come era nel tempo del sogno, quando tutto venne creato? Allora gli antenati passarono cantando di luogo in luogo e fecero sorgere piante, animali, uccelli, stagni, pianure e montagne. Canguri, koala, marsupiali strani come il vombato e il bandicoot apparvero sulla terra rossa e aspra dell’Australia. Comparvero anche fiori selvaggi come la banksia e la melaleuca generosa di medicamenti, l’anones, la mela con sapore di cannella, alberi maestosi come la grevillea. Sulle rocce del deserto gli antichi abitanti disegnavano le wondjinas portatrici di pioggia.
Gli aborigeni australiani vantano la più lunga storia culturale del mondo: cinquantamila anni di arte, miti, canti, leggende, riti. Cacciatori e raccoglitori, essi hanno sempre saputo utilizzare la flora del loro territorio. Nelle foreste pluviali del Queensland raccoglievano le noci oleose di una pianta il cui fusto giungeva a 40 metri di altezza. Le chiamavano gyndl, jindilli, boombera, kindal-kindal o anche maroochi. Furono poi due botanici inglesi, Ferdinand von Mueller e Walter Hill, a metà del XIX secolo, a dare alla pianta il nome di macadamia in onore del botanico John McAdam. Cominciò subito dopo lo sfruttamento commerciale delle uniche due specie commestibili: la macadamia integrifolia e la macadamia tetraphylla.
La macadamia (famiglia delle proteaceae) è distinta in nove specie originariamente diffuse tra l’Indonesia, l’Australia e la Nuova Caledonia, ma molte producono frutti tossici. Detta anche noce del Queensland oppure bush nut o anche bauple nuts (con riferimento ai monti Bauple), la noce macadamia è pregiata in quanto ricca di acido palmitoleico, di minerali, di carboidrati, di calcio, fosforo, proteine e vitamine A, B1 e B2. Il suo commercio, infine, è reso vantaggioso dalla straordinaria longevità della pianta che può arrivare a produrre fino a cent’anni.
Attualmente molti Paesi, come Hawai, California, Brasile, Kenya, Nuova Zelanda, Sudafrica e Malawi affiancano l’Australia nella produzione di queste noci preziose.

La ricetta
ZUPPA DI PISELLI E SALSA DI NOCI
Prendere dieci pomodorini, alcune noci di macadamia, un avocado, mezza trota affumicata e tagliare tutto  a piccoli pezzi. Aggiungere il succo di mezzo limone e, volendo, salsa chili o tabasco. Lasciar riposare. Scaldare un cucchiaio di olio di macadamia in una padella grande con una cipolla verde tritata e mezza tazza di noci di macadamia e far soffriggere finché sono dorate.
Aggiungere un quarto di tazza di vino bianco, mezza tazza di acqua e portare a ebollizione. Aggiungere i piselli e cuocere finché sono morbidi. Togliere dal fuoco, frullare il tutto, aggiungere latte finché avrà la giusta consistenza, aggiustare con sale e pepe a piacere, versare la salsa.

© FCSF – Popoli, maggio 2010