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Scusate il disagio
Giacomo Poretti
del trio Aldo, Giovanni e Giacomo
Le mie Maldive
La modernità e la globalizzazione ci hanno portato tante cose belle (le cialde per il caffè, il telepass e il sudoku), ma anche un pensiero un po’ subdolo: e cioè che la vita sarebbe più bella e godibile se si avesse la possibilità di viverla in un bel posto. Un pastore di Oschiri si sentirebbe più glamour a pascolare le proprie pecore in Time Square, un odontotecnico di Carate Brianza sarebbe più felice di levigare dentiere se solo potesse esercitare in California. E così via. Non sono un filosofo, ma mi sembra che dietro a questo anelito, a questo bisogno di palme, mari cristallini e negozi Versace, ci sia la convinzione che la vita val la pena di essere vissuta solo se ha un bel fondale, se la scenografia è da premio Oscar, mentre i rapporti, le persone contano poco o nulla.
Io sono nato in un paese senza semafori, con tre strade e una piazza, quella della chiesa. Ma lì non si poteva sostare perché il parroco diceva che fuori dalla chiesa non bisogna far casino. Così i miei concittadini hanno chiamato piazza la strada più larga del paese e andavano lì a far casino. Da allora abbiamo la piazza tra le più lunghe del mondo, due chilometri e mezzo, ma anche la più stretta: una carreggiata. Confesso che a un certo punto anch’io ho desiderato un fondale migliore per la mia vita, quanto meno una piazza diversa, un po’ più tonda. E sono venuto a Milano, dove ho trovato tante piazze (una, in particolare: stupenda, grandissima, dove la gente può far casino e il parroco ti lascia in pace) e tanti semafori. Ma se non stai attento ti viene voglia di desiderare altre piazze, strade, semafori, grattacieli, ponti, spiagge, mari, cieli azzurri, vacanze, ponti del 25 aprile, di Sant’Ambrogio...
Se non che, ogni volta che arrivo a casa da mia moglie e mio figlio, per fortuna mi capita di provare anche un’altra sensazione: mi sembra di essere alle Maldive. Tu puoi aver levigato dentiere tutto il giorno a Carate Brianza, puoi aver fatto pascolare le tue pecore a Oschiri, ma appena apri la porta di casa, beh, quelle sono proprio le Maldive! Credo che siamo in tanti che abitiamo alle Maldive ma non lo sappiamo, non ce ne rendiamo conto oppure ce ne siamo scordati. Io penso di vivere in Corso Lodi a Milano, in realtà abito su un atollo bellissimo, senza neanche un semaforo. In un certo senso sono ritornato alle origini. L’unico inconveniente è che fuori della chiesa non si può far casino.

© FCSF – Popoli, ottobre 2009
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