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Scusate il disagio
Giacomo Poretti
del trio Aldo, Giovanni e Giacomo
Locale rifiuti
Scendo le scale con due sacchetti di plastica e sto per dirigermi nel luogo che l’uomo occidentale teme di più al mondo, ancora di più dello studio dentistico o del laboratorio per la colonscopia: il locale rifiuti.
Ogni condominio occidentale lo possiede. E ogni locale rifiuti possiede una telecamerina che controlla che ogni uomo occidentale riponga nel giusto contenitore il giusto rifiuto; se il condominio non è dotato di telecamerina, il portiere staziona nel locale rifiuti con tanto di blocchetto per le multe.
Il mio condominio li possiede entrambi, la telecamerina e il portiere. L’anno scorso solo con le contravvenzioni comminate per lo scambio carta-plastica abbiamo rifatto l’intonaco della facciata. L’anno prossimo vorremmo sostituire gli scaldabagni elettrici con un impianto meno inquinante a metano: spesa prevista 187mila euro. I fondi verranno messi a disposizione dalle multe raccolte per le pile scariche messe nel metallo e per la confezione delle pere Williams messa nella carta anziché nella plastica. Il nostro locale spazzatura è più grande del condominio stesso: 1.257 metri quadrati. Abbiamo dovuto far posto al contenitore per l’umido, la plastica, il metallo, il vetro, le pile, la carta. Quest’ultimo prevede quattro sotto-contenitori per quotidiani, settimanali, inserti dei quotidiani, inserti dei settimanali. Un contenitore a parte e particolarmente capiente raccoglie le confezioni di un cd acquistato in edicola: tra plastica, carta, cartone e plastica che avvolge carta plastica e cartone fanno 5,8 kg. Le ultime disposizioni del Comune hanno obbligato il locale spazzatura a dotarsi di raccoglitori per il cachemire, le scarpe di cuoio e le mutande di Dolce&Gabbana. Restano due misteri insoluti per ogni condomino occidentale: qual è l’ora migliore per abbandonare il vecchio materasso in strada senza farsi beccare? E soprattutto: in quale contenitore va messa la confezione di tetrapak? Dopo svariate multe io l’ultima volta l’ho messa nel contenitore delle mutande griffate. Sono passati due mesi e il portiere ancora non ha citofonato…

© FCSF – Popoli, dicembre 2009
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