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Scusate il disagio
Giacomo Poretti
del trio Aldo, Giovanni e Giacomo
Referendum
È già stato detto e scritto molto sull’abuso e sulla conseguente svalutazione dell’istituto referendario. Forse perché noi italiani, con il cosiddetto sistema abrogativo, siamo chiamati ad abolire le castronerie che i nostri politici hanno legiferato, o eventualmente a confermarle. Sarebbe bello invece se potessimo fare un po’ come gli svizzeri e usare il referendum in modo propositivo. Pensate ad esempio se qualcuno proponesse che i colori del semaforo fossero il beige, il fucsia e il magenta. In caso di vittoria si assisterebbe probabilmente a una paralisi del traffico, perché nessuno sa che cavolo di colore è il magenta (tranne Giotto e forse Raffaello), ma forse si assisterebbe a una rinnovata partecipazione popolare e a un impulso creativo alla formulazione delle leggi. Perché è di questo che soffrono i nostri politici: della mancanza di creatività e di coraggio. Aiutiamoli.
 
Non sapete come risolvere il complicato problema dello smog nelle grandi città? Vi proponiamo un referendum che renda obbligatorio l’uso delle caldaie a gas. O ancora, fa troppo caldo nei nostri condomini a causa del riscaldamento centralizzato al punto che il 22 dicembre dobbiamo aprire le finestre e stare in casa con la canottiera e l’aria condizionata? Avanti con un referendum che obblighi a non superare la temperatura di 20 gradi nei condomini. Farà troppo freddo? Useremo i maglioni di cachemire che ammuffiscono negli armadi!

I nostri amministratori non sanno decidersi da dove fare iniziare l’ecopass, se a 1 o 18 chilometri dal centro, se applicarlo a giorni alterni o solo in agosto quando tutti vanno in vacanza, se durante le ore notturne o solo in concomitanza con la festività del Corpus Domini; se far pagare 1 o 100 euro, se far pagare in dollari o in yuan, o in obbligazioni portoghesi, se applicarlo alle auto euro 3 o solo alle macchine color grigio canna di fucile… Noi proponiamo un referendum che obblighi a circolare in città solo con i mezzi pubblici, la bicicletta o a piedi. Se si vince arriveremo probabilmente un quarto d’ora dopo al lavoro, ma consumeremo qualche tonnellata in meno di antibiotici e fermenti lattici.
I nostri bambini devono andare una volta all’anno in gita scolastica negli agriturismi per vedere le galline, le querce e le arnie con le apine?  Proponiamo un referendum che renda obbligatoria la costruzione delle scuole negli agriturismi. Così, se si vince, a Milano ci veniamo una volta sola all’anno per vedere i grattacieli, il vigile e le macchine in seconda fila.

Ma il mio sogno sarebbe proporre un referendum che obblighi tutti i bambini a vivere al mare, e di conseguenza anche i genitori. Certo, se si vincesse invaderemmo la Liguria, ma tanto loro si sono preparati in tutti questi anni e le case non mancherebbero.

© FCSF – Popoli, 1 giugno 2011