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Scusate il disagio
Giacomo Poretti
del trio Aldo, Giovanni e Giacomo
Senza di loro
Conviene prepararci ad affrontare il giorno più difficile della nostra vita, dopo la fine della seconda guerra mondiale: il 1° marzo ci sarà lo sciopero degli immigrati, e la nostra nazione - ottava potenza economica del mondo, giova ricordarlo - verrà messa in ginocchio se, come temo, l’astensione dal lavoro sarà pressoché totale.
Il 1° marzo cadrà di lunedì, esattamente dopo due giorni di riposo delle nostre colf. Milioni di case degli italiani saranno sporche, con i letti sgualciti, calzini e mutande sparsi per il salotto e la camera da pranzo, i bagni saranno inagibili e maleodoranti, pile di piatti e pentole da lavare, decine di sacchetti dell’immondizia albergheranno olezzando in corridoio perché nessun connazionale ormai si ricorda dove si butta la spazzatura o come si lavano le stoviglie, e soprattutto perché nessuno si ricorda più dove siano la scopa e lo straccio per i pavimenti. Ci sarà d’augurarsi di non aver bisogno, in quel lunedì nero (ironia della sorte!) dell’intervento di idraulici, imbianchini e muratori poiché senegalesi, ecuadoregni e romeni incroceranno le braccia mentre i nostri rubinetti goccioleranno rovinando il parquet, con il rischio di bagnare le prese di corrente e scatenare un corto circuito.
Bambini e anziani saranno come al solito le categorie più a rischio: tate e badanti ci restituiranno, per un giorno, i nostri figli e i nostri nonni! E se per i figli potremmo anche cavarcela - merendine per colazione, pranzo e cena, tutti i pasti rigorosamente davanti al televisore -, con i nonni sarà più difficile gestire il comparto alimentazione e tempo libero, per non parlare del settore terapie a ore stabilite.
Insomma, lo confesso, da vecchio cuore di sindacalista: speriamo nei crumiri!!!!!

© FCSF – Popoli, marzo 2010
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