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Scusate il disagio
Giacomo Poretti
del trio Aldo, Giovanni e Giacomo
Shopping in centro
Ecco la cronaca fedele di una persona che, disponendo di 300 euro, un giorno decide di avventurarsi nel centro di Milano per acquistare una borsa da regalare alla moglie per il suo compleanno.
Appena esci di casa c’è il senegalese con il banchetto appostato fuori dal supermercato che ti invita a comprare un accendino (peraltro sa che hai smesso di fumare): spesa 5 euro.
Sali in auto. Al primo semaforo rosso arriva il lavavetri che anche se non vuoi ti leva i moscerini dal parabrezza: spesa 3 euro; ti guarda male come se fossi il peggior tirchio di Milano. Ti attardi a polemizzare un attimo, il tempo di farti strombazzare dalle auto incolonnate, e arriva di nuovo il rosso. Ti si affianca l’omino che ti offre il giornale free press: lo prendi, ringrazi e alzi il finestrino, lui ti fa segno che devi pagare. Tu rispondi che è gratis, lui dice che deve mangiare, tu cerchi un euro in tasca; il semaforo è verde e vorresti ripartire ma non trovi la moneta, nel frattempo è di nuovo rosso. Trovi l’euro, lo dai al signore, lui ringrazia per il caffè ma vorrebbe qualcosa anche per un panino. Esasperato, riparti che è ancora rosso e ti accorgi che c’è la telecamera: spesa 120 euro di multa.
Dal prossimo incrocio inizia l’Area C, se lo varchi 5 euro. Lo varchi perché sei già in ritardo, ma subito dopo ti ricordi che il negozio è in un’isola pedonale: spesa 8 euro all’ora per il posteggio sotterraneo. Esci dal silos e purtroppo si è messo a piovere. Don’t worry, ci sono diversi omini che ti vendono l’ombrello usa e getta, nel senso che lo usi una volta e poi si rompono tutte le bacchette (lo scambierai con un altro la prossima volta che vai al ristorante): spesa 5 euro.
Stai finalmente entrando nel negozio di borse quando un signore distinto ti viene incontro e con il fare di un turista smarrito ti mostra un foglietto. Pensi ci sia scritto l’indirizzo di un albergo, invece leggi: «Io primario in medicina mio Paese, scappato con famiglia, puoi tu dare me qualche soldo per sfamare mia bambina che no mangia da settimane...».
Tu stai comprando una borsa da 300 euro e sua figlia non mangia da settimane! immediatamente il senso di colpa ti fa cercare 5 euro nel portafogli, però ti accorgi che ti è rimasto solo un pezzo da 50. Glielo dai e non osi chiedergli il resto, anche perché lui ti rassicura e ti dice che non ha moneta.
Sei finalmente davanti al commesso. La borsa che desidera tua moglie purtroppo è finita. C’è un modello leggermente più grande e con una tasca esterna: spesa 470 euro. Vorresti dire di no e cambiare genere di regalo, ma l’orologio indica le 19.25 e tra poco i negozi chiuderanno. Esci con la borsa, ti avvi al posteggio e vedi che alcuni vù cumprà propongono la solita merce: accendini, elefantini di legno, bracciali portafortuna, portafogli e borse griffate. La borsa che hai appena comprato loro la vendono a 70 trattabili, e sembra quasi più bella.
Forse i negozianti del centro hanno ragione a lamentarsi della contrazione dei consumi, ma non è proprio vero che la gente non spende. E poi, se talvolta noi mariti ci «dimentichiamo» del vostro regalo di compleanno, care mogli, adesso sapete il perché!

© FCSF – Popoli, 23 aprile 2012