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L'ultima Parola Silvano Fausti Gesuita, biblista e scrittore
 
Notizie trovate:28
 
Lo Spirito della comunità
«Furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare…» (Atti 2,1-13)

«Non è bene che l’uomo sia solo» (Gen 2,18). Necessariamente si aggrega ad altri. Infinite associazioni economiche e religiose, sociali e politiche, massoniche e mafiose, brigano perché i loro adepti conseguano ciò che da soli non possono ottenere (...)
 
Un nuovo stile di vita
«Erano perseveranti nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli, nella comunione dei beni, nello spezzare il pane e nelle preghiere… con gioia» (Atti 2,42-47; 4,32-37)

Homo homini lupus! È più facile vedere un lupo mangiare con l’agnello, che un uomo non mangiare suo fratello!
 
La Chiesa e il potere
«Pietro si alzò in mezzo ai fratelli… e disse: “Era necessario che si adempisse la scrittura… riguardo a Giuda”» (Atti 1,15-26)

Il modo di agire della Chiesa primitiva è fondante e normativo. Con il tempo, la tradizione subisce tradimenti. Si torna all’origine per ri-formare ciò che si è de-formato.
 
Come nasce la Chiesa
«Perché state a guardare il cielo? (...) Allora tornarono a Gerusalemme (…) assidui e concordi nella preghiera» (Atti 1,11.12.14)

Gesù disse: «È bene per voi che io me ne vada». E se ne andò. Facessero così quanti si ritengono indispensabili alla Chiesa o addirittura al mondo! Siamo tutti «dispensabilissimi». Il seme è fecondo quando finisce sotto terra. L’ascensione al cielo del Figlio dell’uomo svela il mistero dell’uomo (...)
 
Evangelizzazione: cosa non fare
e cosa fare?
«Gesù ordinò loro di non separarsi da Gerusalemme. (…) avrete forza dallo Spirito Santo e sarete testimoni di me» (Atti 1,4.8)

Nel 2012, anno dell’evangelizzazione e della fede, leggeremo gli Atti degli apostoli. Per la Chiesa è un testo fondante e normativo: racconta la fede e l’evangelizzazione della prima comunità cristiana (...)
 
Reciprocità e Vangelo

Ho letto che alcuni mesi fa la Svezia ha rifiutato il permesso di costruire un'enorme moschea sul proprio territorio perché il Paese finanziatore (Arabia Saudita) non rispetta la libertà di culto. Una scelta che condivido, fatta in nome della reciprocità, a cui anche il papa si richiama spesso. Mi pare invece che Popoli non abbia le idee chiare, e a volte cede alla mentalità corrente per cui tutto è uguale e indistinto, tutte le idee meritano rispetto, ecc. Oltre tutto c'è l'equivoco di considerare l'islam una religione, mentre, secondo me, è sostanzialmente un'ideologia politica.

Carlo Astorri
Brescia

Grazie della domanda, chiara e attuale. Voglio rispondere con altrettanta chiarezza. Noi di Popoli non abbiamo «la mentalità corrente per cui tutto è uguale e indistinto». Per noi il cristianesimo (...)

 
La povertà, vera ricchezza
Mi affascina la scelta di povertà ed essenzialità di alcuni religiosi e religiose e il loro affidarsi alla Provvidenza. Però, avendo tre figli piccoli, mi rendo anche conto che i soldi sono necessari, specie nelle nostre società occidentali tutte centrate su economia e consumo. Ma allora come vivere la povertà evangelica? Non mi risponda che basta essere «poveri in spirito», mi sembra una comoda scorciatoia.
Angelo Bertasi

La povertà evangelica è sì materiale, ma innanzitutto spirituale. Se un povero vuol diventare ricco, è semplicemente un miserabile, scontento di essere povero (...)
 
Dov’era Dio? Dove sei, uomo?
Quando accade una catastrofe naturale, ecco la solita domanda: «Dov’era Dio?». Qualcuno dice che Dio l’ha voluta per castigare l’uomo peccatore. Così, in occasione dello tsunami in Giappone, ha sostenuto il vice-presidente del Cnr. Questa idea mi fa orrore; eppure - specie quando si vedono soffrire i bambini - resta sullo sfondo il dubbio: perché Dio, che tanto ama l’uomo, permette il dolore innocente?
Alice Guerrini
Busto Arsizio

Sullo sfondo di ogni male c’è sempre un evento comune e naturale: la morte. Ci impressionano molto le catastrofi, perché i morti sono tanti (...)
 
Un profumo troppo forte
Con riferimento all'articolo di padre Silvano Fausti, «Il profumo dei gelsomini» (Popoli, n. 8-9, agosto-settembre), pubblichiamo le osservazioni di un lettore e la risposta del gesuita biblista.

 
Il profumo dei gelsomini
La sera del 30 maggio il centro di Milano si è tinto di arancione. Non un rosso «novecentesco», ma un più chiaro arancio che ricordava le manifestazioni di pochi anni fa in Ucraina dove i giovani chiedevano ai politici pulizia e riforme. La piazza milanese era piena di giovani che festeggiavano un cambiamento  (...)
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