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Maurizio Ambrosini
Università di Milano, direttore della rivista Mondi migranti
Stop al decreto flussi: un errore
Il ministro dell’Interno Rosanna Cancellieri ha recentemente comunicato che per quest’anno non verrà emanato il decreto flussi per l’ingresso di lavoratori non stagionali. Una decisione che può apparire sensata, in tempi di crisi, ma che in realtà a noi pare sbagliata e penalizzante, per gli immigrati e per la società italiana. Vediamone le principali ragioni.
La prima riguarda il funzionamento del mercato del lavoro: con il tempo gli immigrati ricongiungono le famiglie e mettono le radici sul territorio. Anch’essi quindi sviluppano visioni del lavoro e vincoli sociali che li rendono meno disponibili ad accettare qualunque lavoro, dovunque si crei. Per esempio, dopo anni di assistenza domiciliare in co-residenza, molte donne immigrate cercano lavori diversi, compatibili con una normale vita familiare e sociale. Occorrono quindi nuovi ingressi per colmare i buchi, altrimenti si torna al sommerso.
In secondo luogo, offrire canali di ingresso legale consente di contenere il numero dei soggiornanti e lavoratori irregolari: si dà evidenza all’idea che conviene seguire le norme. Infatti le quote vengono negoziate con i Paesi che collaborano nel controllo dell’immigrazione non autorizzata.
Ma in realtà, i decreti flussi servono soprattutto a sanare le situazioni di lavoro irregolare. Rifiutare di emanarli significa lasciare nel sommerso migliaia di immigrati, protraendo una condizione di marginalità, di stenti, di esposizione allo sfruttamento e all’illegalità. Oltre a rinunciare ai loro versamenti di tasse e contributi. A tutto vantaggio di chi se ne serve, danneggiando l’erario, i concorrenti onesti, i lavoratori in regola.
Da ultimo, va ricordato che i decreti flussi italiani erano uno dei pochi canali di immigrazione legale verso il mondo sviluppato per lavoratori non specializzati e non stagionali: un piccolo contributo al diritto alla mobilità umana su scala mondiale, a un principio di giustizia globale. Davvero non ce lo possiamo più permettere? La crisi ci sta a tal punto inaridendo il cuore e la mente? Che cosa ne pensano i cattolici all’interno del governo?
Maurizio Ambrosini
© FCSF – Popoli, 1 agosto 2012