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4 marzo, una giornata per "liberare" la domenica
27 febbraio 2012

«La domenica libera dal lavoro è una dimostrazione chiara e visibile che le persone e le nostre società non dipendono solamente dal lavoro e dall’economia». Parte da qui l’iniziativa dell’Alleanza europea per le domeniche libere, una rete continentale di sindacati, organizzazioni della società civile e comunità religiose impegnata per una maggiore qualità dei tempi di lavoro e di libertà dal lavoro: l’invito è a fare di domenica 4 marzo un giorno di sensibilizzazione. Sarà l’occasione per organizzare eventi e lanciare nuove idee e progetti. L’Alleanza considera in particolare la domenica una dimensione comune e sincrona per la maggioranza dei cittadini europei che fa bene alla coesione delle famiglie e della stessa società, oltre che alla salute individuale.
La Sunday Alliance è organizzata a livello europeo dal giugno 2011, ma da molto più tempo è attiva a livello nazionale,  ad esempio in Germania e in Austria, con collaborazioni intense tra credenti e laici e tra cristiani di diverse Chiese (leggi l’articolo pubblicato sul numero di febbraio di Popoli). Anche la Comece, che rappresenta 26 conferenze episcopali cattoliche presso le istituzioni europee, fa parte della rete. Secondo i vescovi europei, la domenica è per molti, non solo per cristiani, un’opportunità di pausa necessaria a essere consapevoli di questioni fondamentali che hanno una dimensione spirituale. Le persone hanno bisogno anche di un tempo che non può essere solo calcolato in termini economici. Uscire da una logica di vita puramente economica favorisce anche un impiego del tempo più attento alle dimensioni sociali, culturali, sportive e di volontariato con cui vivere il tempo non lavorativo. E se una giornata per la domenica libera è una novità in Europa, la questione dei tempi di lavoro nelle istituzioni europee non è affatto nuova, come osserva il Centro sociale europeo dei gesuiti a Bruxelles (Jesc).
Tra le decine di realtà aderenti alla Sunday Alliance, in Italia ci sono Cgil, Cisl e Uil, che il 4 marzo organizzeranno presidi e manifestazioni. Nella partita delle liberalizzazioni nei settori del commercio e delle professioni, secondo il leader della Fisascat-Cisl,Pierangelo Raineri, bisogna approfondire i possibili effetti del provvedimento prima di creare falsi miti sulla ripresa dei consumi, del Pil e dell’occupazione.  In Italia circa tre milioni di persone sono direttamente coinvolte dall’allungamento degli orari di lavoro previsti dalle riforme in atto e, secondo la Cisl, si sta creando una situazione di completa anarchia nelle aperture degli esercizi commerciali.

© FCSF – Popoli