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A Cuba un campo di prigionia per 166 detenuti
15 gennaio 2013
Il campo di prigionia di Guantánamo è una struttura detentiva statunitense di massima sicurezza interna alla base navale sull’isola di Cuba. Il campo è stato aperto l’11 gennaio 2002 per decisione del presidente George W. Bush, con l’obiettivo di farvi confluire i prigionieri catturati in Afghanistan e ritenuti collegati ad attività terroristiche, a partire dall’organizzazione degli attentati dell’11 settembre 2001.

Subito dopo l’apertura si sono levate critiche circa le condizioni di reclusione e l’effettivo status giuridico dei detenuti, i quali non vengono considerati prigionieri di guerra né imputati per reati ordinari, dunque sono privi di varie tutele legali. Questi dubbi furono del resto rafforzati dalle dichiarazioni dell’allora Segretario alla Difesa, Donald Rumsfeld, secondo cui questi prigionieri erano da considerarsi «combattenti irregolari, ai quali non si applicano i diritti della Convenzione di Ginevra». Tra le proteste più autorevoli e immediate contro le condizioni di detenzione dei prigionieri, ci fu anche quella dell’Alto commissario per i diritti dell’uomo dell’ONU, Mary Robinson.

Secondo Amnesty International, nel 2005 un imprecisato numero di reclusi attuò uno sciopero della fame per protestare contro la perdurante mancanza di accesso a una corte indipendente e contro le dure condizioni di detenzione, che sarebbero state caratterizzate anche da violenze e pestaggi.

Durante la campagna elettorale del 2008, Barack Obama affermò più volte di voler chiudere la prigione di Guantánamo, promessa che non è poi stata mantenuta.

All'inizio del dicembre 2012 erano 166 i detenuti a a Guantánamo. Di questi 86 verranno trasferiti in altre carceri o rilasciati (ma non si sa quando), 46 saranno trattenuti a tempo indeterminato, senza essere stati processati, 7 sono sotto processo davanti a commissioni militari, 24 verranno processati prossimamente da commissioni militari, tre sono reclusi dopo avere effettivamente subito un processo e una condanna.
© FCSF – Popoli