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Gorkhaland, i giardini del tè «chiusi» per sciopero
27 gennaio 2011
Sono settimane di tensione nel Darjeeling, la regione a nord del Bengala indiano incastonata tra Nepal e Bhutan e famosa per le piantagioni di tè. La popolazione gorkha (nepalese) chiede la formazione di uno Stato autonomo (Gorkhaland) separando alcuni distretti controllati da Calcutta.

Il Gorkha Janmukti Morcha (Gjm), movimento autonomista della maggioranza gorkha della regione, il 12 gennaio ha promosso il primo di una serie di scioperi generali durato quattro giorni. Si tratta di un bandh, iniziativa di protesta che comprende anche serrate dei negozi e un coprifuoco autoimposto. Nei bandh scuole e uffici restano chiusi e spesso le strade vengono bloccate. È la paralisi totale. La strada nazionale 55 che sale tra le piantagioni fino alla città di Darjeeling (unico collegamento con il Sikkim), infatti, è rimasta bloccata per giorni. Bandiere verdi, bianche e gialle sventolano ovunque o sono dipinte sui muri.

La regione ha un valore strategico anche perché comprende gli accessi del Bhutan all’India e occupa parte dello stretto corridoio che unisce il centro dell’India agli Stati nordorientali. Per questo, in risposta, le autorità hanno mandato sulle colline quattro compagnie della Crpf, forza paramilitare di polizia, la stessa che in altre regioni indiane combatte la guerriglia maoista. Il motivo ufficiale è rafforzare le forze dell’ordine locali per mantenere aperto il collegamento con il Sikkim. Ma le autorità indiane temono che si ripetano le violenze degli anni Ottanta, quando le richieste di autonomia provocarono più di mille morti e portarono nel 1988 alla creazione di un consiglio locale dei territori gorkha.

Un portavoce del Gjm ha risposto accusando le autorità statali di alterare la convivenza pacifica, mentre secondo gli autonomisti la richiesta di uno Stato federato non vuole causare violenze comunitarie. La situazione si è fatta tesa dallo scorso maggio, quando è stato ucciso un leader gorkha moderato e le autorità di Calcutta hanno accusato dell’omicidio esponenti del Gjm.

L’annessione di questi distretti all’India risale agli inizi dell’Ottocento quando i britannici della Compagnia delle Indie orientali iniziarono a produrre tè utilizzando manodopera nepalese. Oggi il controllo politico del territorio significa anche gestione delle piantagioni pubbliche, una delle principali fonti di introiti.

L’India non affronta solo la tensione sulle colline del tè ai piedi dell’Himalaya: a più di mille chilometri di distanza, in Andhra Pradesh, è in corso il tentativo di ritagliare un nuovo Stato, il Telangana. La campagna autonomista dei gorkha, che sono poco più di un milione su 1,2 miliardi di indiani, sembra velleitaria in confronto alle rivendicazioni nel Telangana (35 milioni di abitanti). Ma i nepalesi si confrontano con il vicino Sikkim, il principato himalaiano inglobato nell’India nel 1975 e che da allora ha goduto di autonomia e finanziamenti.



© FCSF – Popoli
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