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Il gesuita anti-velo? Giallo in India
13 gennaio 2011
L’incidente avvenuto a Ranchi nei giorni scorsi ha come protagonista padre Ephraim Baa, che insegna storia al College St. Xavier della città, capitale dello Stato del Jharkhand.

Il 7 gennaio, durante una protesta studentesca per una questione legata al pagamento di lezioni integrative per gli allievi con ritardi nella preparazione, padre Baa ha cercato di dialogare con i dimostranti che bloccavano l’ingresso del college. Secondo quanto ha dichiarato, il gesuita voleva accertarsi dell’identità di una studentessa con il volto coperto che gridava tra i manifestanti, non tutti appartenenti alla scuola. Poiché la ragazza rifiutava di mostrare il suo documento, il gesuita le ha tolto il velo, senza sapere che era musulmana. «Altrimenti non l’avrei fatto», ha poi dichiarato.

L’episodio, avvenuto in pochi minuti, è stato però fotografato. Un quotidiano locale, Prabhat Khabar, il giorno seguente ha pubblicato le immagini, suscitando forte indignazione tra la popolazione musulmana della città. Migliaia di persone sono scese in strada per protestare e chiedere l’arresto del gesuita. Le scuse pubbliche di padre Baa e del college non sono servite a calmare la rivolta. Anche la ragazza coinvolta, Neha Praween, ha dichiarato di non volere che la situazione degenerasse in atti di violenza. Maulana Asgar Misbahi, uno dei leader religiosi musulmani della città e alcuni iman hanno fatto appello alla calma, considerando i fatti un incidente e accogliendo le scuse del gesuita. Ma le pressioni di piazza hanno indotto il giorno dopo le autorità ad arrestare il gesuita, con le accuse di comportamenti pericolosi per l’integrazione nazionale e oltraggio alla ragazza.
Secondo Alex Ekka, il gesuita che dirige l’Istituto di scienze sociali a Ranchi, il comportamento del giornale era intenzionalmente volto a creare tensione tra musulmani e cristiani, che hanno invece relazioni cordiali. Se da un lato molti musulmani si sono sentiti oltraggiati, dall’altro anche le comunità cristiane sono rimaste molto colpite dall’arresto per un fatto non intenzionale e seguito da pubbliche scuse. Come osservano i gesuiti di Ranchi in un comunicato, l’osservazione dell’episodio da un’angolatura di parte ha nascosto il fatto che padre Ephraim stava solo cercando di riconoscere una studentessa che protestava contro la direzione della scuola. I gesuiti sono preoccupati che si crei una spaccatura tra cristiani e musulmani, molti dei quali studiano e lavorano insieme.

I responsabili delle comunità cristiane di Ranchi hanno indicato come responsabile il quotidiano che ha diffuso le immagini. Hanno quindi invitato a boicottare il giornale. Alcune migliaia dei novemila studenti del College St. Xavier si sono radunati il 10 gennaio per esprimere solidarietà a padre Baa. Il College ha sospeso le lezioni fino alla sua liberazione, avvenuta l’11 gennaio dietro cauzione. Il gesuita è stato accolto nel College da una folla di studenti e insegnanti, ma alla sua liberazione non sono seguite dichiarazioni ufficiali alla stampa.  

© FCSF – Popoli
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