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Il lungo Iter
2 dicembre 2011
Requisiti per l’adozione internazionale - I requisiti per l’adozione internazionale sono gli stessi richiesti per l’adozione nazionale e sono previsti dall’art. 6 della legge n. 184/83 (modificata dalle leggi n. 476/1998 e n. 149/2001). L’adozione è consentita a coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni, o per un numero inferiore di anni se i coniugi hanno convissuto in modo stabile e continuativo prima del matrimonio per un periodo di tre anni. L’età degli adottanti deve superare di almeno 18 e di non più di 45 anni l’età dell’adottando, con la possibilità di deroga in caso di danno grave per il minore.

La presentazione della dichiarazione di disponibilità all’adozione - Le coppie che intendono adottare presentano dichiarazione di disponibilità all’adozione internazionale al Tribunale per i minorenni.

L’indagine dei servizi territoriali - I servizi sociali degli enti locali hanno il ruolo di conoscere la coppia e di valutarne le potenzialità genitoriali, raccogliendo informazioni sulla loro storia personale, familiare e sociale. Al termine dell’indagine viene fatta una relazione che viene inviata al Tribunale per i minorenni.

Il decreto di idoneità - Il Tribunale per i minorenni, ricevuta la relazione dei servizi, convoca i coniugi e può disporre ulteriori approfondimenti. A questo punto il giudice decide se rilasciare un decreto di idoneità o se emettere un decreto attestante l’insussistenza dei requisiti all’adozione (contro il quale è possibile ricorrere in Corte d’Appello).

La ricerca del bambino - La coppia in possesso del decreto di idoneità deve iniziare, entro un anno dal suo rilascio, la procedura di adozione internazionale, rivolgendosi obbligatoriamente a uno dei 65 enti autorizzati dalla Commissione per le adozioni internazionali. L’ente segue i coniugi e svolge le pratiche necessarie per tutta la complessa procedura.

Il bambino arriva in Italia - La Commissione per le adozioni internazionali autorizza l’ingresso del bambino in Italia e la sua permanenza, dopo aver certificato che l’adozione sia conforme alle disposizioni della Convenzione de L’Aja (approvata il 29 maggio 1993, disciplina la cooperazione fra le autorità competenti nel Paese d’origine del minore e quelle nel Paese d’accoglienza).

La trascrizione del provvedimento di adozione - Dopo che il bambino è arrivato in Italia, la procedura si conclude con l’ordine, da parte del Tribunale per i minorenni, di trascrizione del provvedimento di adozione nei registri dello Stato civile.
(fonte www.giustizia.it)
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