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La Somalia ha un nuovo presidente
11 settembre 2012
La Somalia ha un nuovo presidente. Si chiama Hassan Sheikh Mohamoud e ieri è stato eletto a sorpresa dal parlamento somalo. Molti osservatori internazionali scommettevano sulla rielezione di Sheikh Sharif Sheikh Ahmed, il potente presidente in carica dal 31 gennaio 2009. Ad esso però è venuto a mancare il sostegno esterno (perché le potenze occidentali e regionali lo consideravano inaffidabile) e interno (perché, grazie alla sua carica, si sarebbe arricchito in modo eccessivo anche per gli elevati livelli di corruzione somali). Così, al momento dell’elezione, l’ex capo di Stato ha ottenuto 79 voti contro i 190 dell’outsider.

Hassan Sheikh Mohamoud, 57 anni, appartiene al clan abgal, lo stesso del suo predecessore. Nato nella città di Jalalaqsi, si laurea nel 1981 presso l’Università di Mogadiscio e nel 1988 consegue un master presso l’Università di Bophal in India. Rientrato in patria, nel lavora per conto dell’Unicef (l’agenzia Onu per l’infanzia) nelle regioni centrali e meridionali della Somalia. Con il ritiro delle forze Onu dal Paese, Hassan Sheikh collabora con numerose Ong. Tra esse con la Crd Somalia, un’organizzazione vicina all’intelligence Usa. Nel 1999 dà vita a Mogadiscio al Somali Institute of Management and Administration, un’istituzione di formazione che si è poi trasformata nella Simad University. Nel 2011 entra in politica fondando il Partito della pace e dello sviluppo del quale è tuttora il portavoce.

La sua elezione alla presidenza è stata certamente favorita dal clima di stabilità assicurato alle istituzioni somale dal sostegno del contingente dell’Unione africana e delle forze armate etiopi e keniane. Ma Hassan Sheikh dovrà comunque affrontare sfide impegnative. Dovrà anzitutto garantirsi il sostegno del parlamento che è dominato proprio dai potenti politici che ha sconfitto nella tornata elettorale (oltre all’ex presidente, anche l’ex primo ministro Abdiweli Mohamed Ali e l’islamista Abdulkadir Osoble). In secondo luogo, dovrà continuare l’opera di liberazione delle regioni meridionali che sono ancora controllate da al-Shabaab, le milizie integraliste islamiche vicino ad al-Qaeda.

Le potenze occidentali (Stati Uniti e Gran Bretagna in testa) e quelle regionali (Etiopia, Kenya, Uganda, Paesi del Golfo) lo sosterranno in questa fase di lunga transizione? Saranno i prossimi mesi a dire se Hassan Sheikh sarà un presidente politicamente inconsistente come i suoi predecessori oppure il leader che aprirà la strada verso una nuova Somalia pacificata e democratica.
Enrico Casale

© FCSF – Popoli
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