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Le buone idee che vengono dal freddo
15 novembre 2012
Gente tosta gli islandesi. Poco più di 320mila abitanti sparsi in 103mila chilometri quadrati devono saper fare i conti con una natura che impone le sue dure regole tra iceberg e vulcani. Questi europei lontani da tutti e da tutto, travolti più duramente di chiunque altro dal crollo del sistema finanziario, sanno ogni volta risollevarsi con una ricetta a base di democrazia, solidarietà e rete. Lo abbiamo visto con la nuova Costituzione, stilata collaborativamente in rete dai cittadini, ma lo si vede anche seguendo le tante iniziative che sbocciano online.

Per far partire nuovi progetti servono risorse: risorse finanziarie, ma anche umane, competenze e servizi non sempre reperibili ovunque e in modo accessibile. In rete la soluzione al primo problema si chiama crowdfunding, un sistema che mobilita dal basso il popolo della rete per raccogliere tenti versamenti di piccole somme (cfr Popoli, n. 4/2012, in questa rubrica). Allo stesso modo il crowdsourcing permette di trovare e condividere lavoro, competenze e servizi diffusi rispondendo al secondo problema.

L’idea di un gruppo di giovani islandesi è stata quella di mettere insieme questi due approcci per dare vita a giugno a Karolinafund.com, una piattaforma sociale in cui i promotori di nuove iniziative possono ottenere finanziamenti dagli utenti sparsi per il mondo, che a loro volta possono investire, creare, interagire e offrire i loro servizi e competenze.
La piattaforma, non essendo una normale società di investimento, ha l’obiettivo non solo di risolvere i problemi di finanziamento e di occupazione, ma anche di superare la mancanza di fiducia, trasparenza e sicurezza nelle transazioni online. Anche l’approccio organizzativo va oltre le soluzioni già presenti in rete: grazie al collegamento tra crowdfunding e crowdsourcing, permette un’efficace gestione del progetto inserendo attivamente in tutte le fasi i partecipanti, permettendo loro di tarare piano di finanziamento e processi di realizzazione su ipotesi realistiche.

Così si stanno sviluppando Horsemen, un film dell’attore, autore e regista islandese Benedikt Erlingsson (già in fase di post-produzione), un nuovo album di Pétur Ben, uno dei chitarristi più conosciuti nell’isola, e  «Save a goat» («Salva una capra»), un progetto che cerca di promuovere e sostenere la produzione di formaggio di capra islandese e altri prodotti di capra.
Antonio Sonzini
antonio@sonzini.it
© FCSF – Popoli
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