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Libia, profughi in trappola. Appello delle Ong italiane
26 aprile 2011
Dopo l’appello lanciato da Benedetto XVI la domenica di Pasqua affinché l’Italia accolga i profughi africani, si sono mobilitate anche le Ong italiane.

Il CentroAstalli, insieme ad altre associazioni facenti parte del Tavolo nazionale asilo coordinato dall’Unhcr, hanno lanciato un appello per l’evacuazione immediata dei rifugiati provenienti dall’Africa sub-sahariana, in particolare dal Corno d’Africa, che al momento si trovano in Libia.

La situazione è grave: nel Paese si trovano in questo momento almeno 4mila profughi provenienti da altri Stati africani. Questi, oltre a condividere i rischi cui sono sottoposti tutti i civili residenti in un Paese in guerra, vengono spesso scambiati, a causa del colore della pelle, per mercenari al servizio di Muammar Gheddafi e aggrediti. Molti tentano la fuga in Tunisia o in Italia, ma in entrambi i casi il viaggio è ricco di insidie e l’accoglienza non è sicura.

Ricordando che le operazioni militari in Libia si basano sulla risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu n. 1973, approvata il 17 marzo 2011, che si proponeva di evitare la perdita di vite civili, le Ong firmatarie si sono appellate al Consiglio d’Europa, alla Commissione europea e ai governi di tutti i Paesi membri. La loro richiesta è che queste istituzioni garantiscano ai profughi il trasferimento in luoghi sicuri, evitando così  che siano costretti, per mettersi in salvo, a tentare un viaggio attraverso il Mediterraneo in condizioni di estremo pericolo.
Michele Ambrosini

© FCSF – Popoli