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Mappe che migliorano la vita
15 novembre 2012
Suraj l’ha usata per censire il patrimonio culturale della città; Nithya per visualizzare le (poche) strade con marciapiedi; Priti per calcolare dove sarebbe prioritario costruire passaggi pedonali sopraelevati per migliorare la sicurezza dei cittadini.
Sono solo tre esempi, fra le decine possibili, di come la comunità di Chennai sta utilizzando Transparent Chennai (www.transparentchennai.com), una innovativa piattaforma online di coinvolgimento dei cittadini basata su raccolta, organizzazione e condivisione di dati aperti visualizzabili su mappa. Chennai è una città dell’India sud-orientale, nello Stato del Tamil Nadu, con circa quattro milioni e mezzo di residenti. Transparentchennai.com è la piattaforma che permette agli utenti di creare e pubblicare le loro elaborazioni visualizzate su mappa della città.

Lo scopo di chi ha realizzato questa iniziativa, sostenuta da Cdf - Centre for Development Finance, organizzazione non profit legata all’Institute for Financial Management & Research, Business School di Chennai -, è quello di aiutare la comunità a scoprire informazioni pubbliche inaccurate o incomplete e sostituirle con dati creati in modo collaborativo, aggiornati e utili alla comunità, che può così far valere i propri diritti e favorire lo sviluppo.

Gli effetti sono interessanti. L’accesso ai dati e la loro applicabilità a mappe interattive e aperte offre la possibilità, poggiandosi su un lavoro svolto a monte da un gruppo di ricercatori, di elaborare i dati al fine di produrre informazioni che possono essere organizzate in diverse categorie: sociali, politiche, giuridiche e ambientali. Ogni cittadino o gruppo può arricchire queste mappe e anche crearne di nuove, incrociando i dati e conducendo studi e rilievi sul territorio.

Applicare questo modello allo sviluppo della dignità e del benessere della comunità di Chennai e dintorni è diventato un interessante modello di partecipazione alla costruzione di una città migliore. Per esempio, in molti casi si dà per scontato l’accesso all’acqua potabile o che le abitazioni abbiano un bagno privato: la mappatura di quanto questo non sia realtà per troppi in determinate zone suburbane ha aiutato a fare pressioni sul governo locale per risolvere il problema.
Un altro caso di positiva applicazione ha riguardato le comunità di pescatori appena fuori città, emarginati e sotto pressione a causa delle logiche dello sviluppo urbanistico e stradale, proprio nei luoghi che per centinaia di anni hanno chiamato «casa». Un gruppo di studenti ha usato Transparent Chennai per incrociare i dati e ha calcolato e reso visibile il lembo di terra minimo vitale per loro.

In un altro caso sono state coinvolte due comunità, sempre di pescatori, che hanno imparato a usare le Google Maps e, una volta stampate, vi hanno applicato alcune icone informative frutto di ricerche. Rielaborate dal gruppo di Transparent Chennai, le mappe arricchite sono state esposte al pubblico con l’invito a rispondere a una semplice domanda: che cosa vorresti sulla tua mappa? Il risultato finale è stato poi rielaborato e reso disponibile per cittadini, governo locale, associazioni e per la comunità stessa, per favorire continuità di partecipazione, soluzione di problemi e sviluppo.

Siamo davanti a un modello. Una parte della comunità locale, capace di progettare e realizzare interazione tramite internet, offre uno strumento semplice e la formazione necessaria per consentire a ogni singolo cittadino di dedicare tempo a valorizzare, informare, studiare, progettare interventi o a sua volta censire, misurare, conoscere, partecipare: è un modello che potrebbe avere effetti virtuosi in molti casi, anche fuori dall’India.
Giovanni Vannini
giovanni@oogo.com

© FCSF – Popoli
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