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Sicilia, sbarchi e stragi da non dimenticare
28 ottobre 2010
Per uno dei classici cortocircuiti della storia, la Sicilia si trova in questi giorni a ricordare una delle tante stragi dimenticate nel Mediterraneo, proprio mentre altri immigrati sbattono contro i «muri» sempre più invalicabili della Fortezza Europa.
Cominciamo dalla stretta attualità: il 26 ottobre 128 stranieri, tra i quali diversi minori, sono sbarcati sulla costa catanese. Tutti sono stati subito sottoposti a fermo di polizia e rinchiusi dentro un palazzetto dello sport nella periferia della città etnea. Secondo quello che ha riferito il colonnello Minuto, comandante del gruppo aeronavale della Guardia di finanza di Messina, i migranti «hanno dichiarato di essere palestinesi per poter chiedere asilo politico, ma noi siamo convinti che siano egiziani».
Vera o falsa che sia la versione dei migranti, è certo che ai rappresentanti dell’Unhcr, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, non è stato consentito l’accesso alla struttura, così come denuncia lo stesso sito italiano dell’organizzazione. Anche operatori di Ong quali Save the children, che intendevano in particolare verificare le condizioni dei minori, non hanno potuto incontrarli.
In un comunicato l’Asgi, Associazione di studi giuridici sull’immigrazione, giudica questa condotta «grave e inaccettabile poiché in nessun caso può essere impedito l’accesso all’Unhcr» che deve poter «esercitare senza condizionamenti e limitazioni il ruolo che spetta a detta agenzia delle Nazioni Unite, di monitorare la presenza di potenziali rifugiati». Inoltre, conclude l’Asgi, occorre «ricordare gli obblighi dello Stato italiano in materia di protezione di minori».
Intanto sempre in Sicilia, a poche centinaia di chilometri di distanza, la popolazione di Vendicari, nei pressi di Noto (Sr), si appresta a ricordare il terzo anniversario del naufragio che, il 28 ottobre 2007, costò la vita a 17 palestinesi ed egiziani, ritrovati nei giorni seguenti sulla spiaggia. Il programma prevede due giorni di iniziative di sensibilizzazione per il 30-31 ottobre (per info scrivi a Massimiliano Perna: cmperna@gmail.com). Oggi, sottolineano gli organizzatori, grazie alla politica dei respingimenti, «queste tragedie si consumano nelle acque internazionali o territoriali degli Stati nordafricani, lontano dagli occhi degli Stati europei».

© FCSF – Popoli