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Spese militari, una Giornata per dire basta
Il 12 aprile 2011 sarà la prima Giornata globale per la riduzione delle spese militari.  La scelta della data non è casuale: quel giorno, infatti, lo Stockholm International Peace Research Institute (Sipri) pubblicherà il rapporto annuale sulle spese militari. Nell’ultimo resoconto queste ammontavano a 1.530 miliardi di dollari; per comprendere meglio l’entità di una simile cifra, basta considerare le stime dei costi annuali necessari per raggiungere quelli che l’Onu ha definito «gli obiettivi del millennio».
Sconfiggere la fame costerebbe 10 miliardi di dollari; garantire l’istruzione primaria e la parità tra i sessi, 7,2 miliardi; ridurre la mortalità infantile e i rischi legati alle gravidanze, 10 miliardi; combattere Hiv/Aids, malaria e altre malattie, 14,2 miliardi; assicurare la sostenibilità ambientale, 155,6 miliardi; creare una collaborazione globale per lo sviluppo, 40 miliardi.
Sommate, queste cifre ammontano a 329 miliardi di dollari, equivalenti a circa il 20% degli investimenti nel settore militare.
L’iniziativa, organizzata dall’Institute for Policy Studies di Washington e dall’International Peace Bureau di Ginevra (premio Nobel per la pace nel 1910), coinvolgerà almeno 35 Paesi di tutto il mondo, dagli Stati Uniti, dove è stata organizzata una manifestazione di fronte alla Casa Bianca, all’Uganda, dove per le vie di Kampala si svolgerà una marcia a favore della pace.
In Italia varie iniziative: a Firenze, ad esempio, l’organizzazione Fucina per la nonviolenza ha organizzato una manifestazione per sensibilizzare l’opinione pubblica. Da Roma, i presidenti degli istituti religiosi maschili e femminili (Usg-Uisg) hanno scritto una lettera per invitare i cristiani a mobilitarsi su questi temi e a incorporare la tematica nelle preghiere delle comunità. Tra i vari enti che aderiscono alla Giornata, Pax Christi International e Religions for Peace.

© FCSF – Popoli