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Tg europei, donne meno visibili
18 maggio 2012
A far notizia nei Tg dei principali Paesi europei sono soprattutto gli uomini. Le donne rappresentano solo il 29% delle persone di cui si parla o che sono intervistate nei notiziari dei cinque Paesi monitorati dall’Osservatorio europeo sulle rappresentazioni di genere (Oerg), avviato il 17 gennaio 2011 dall’Osservatorio di Pavia. Realizzato sul modello del Global Media Monitoring Project (il più ampio e longevo monitoraggio sulla rappresentazione delle donne e degli uomini nei mezzi d’informazione di tutto il mondo), l’Oerg ha preso in considerazione i Tg trasmessi nel corso del 2011 in prima serata dalle due principali reti televisive di Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia e Spagna: France 2 e Tf1, Ard e Rtl, Bbc One e Itv 1, Rai Uno e Canale 5, Tve e Telecinco.

I notiziari italiani risultano i meno aperti alle donne, con una «quota rosa» del 24%, 10 punti sotto la media spagnola del 34% (la percentuale europea più elevata). Nell’insieme le donne appaiono penalizzate specialmente nelle notizie politiche, dove raggiungono appena il 18%: una media che livella differenze notevoli fra percentuali ancora più basse, come quella dei Tg britannici e italiani, che è soltanto dell’11% in entrambi i casi, e valori assai più elevati come il 29% dei Tg francesi. Considerando che in Francia la visibilità delle donne che svolgono attività politica (ministre, segretarie di partito, ecc.) si attesta al 12%, l’alta percentuale di donne nell’informazione politica francese è da ascriversi all’attenzione a una pluralità di voci femminili, non solo a quelle delle rappresentanti ufficiali.

In effetti, i Tg francesi registrano un’ampia rappresentanza femminile fra le persone portatrici di esperienza personale (48% donne) o di opinione popolare (41% donne). L’elevata presenza femminile fra la gente comune che finisce nei Tg è un fenomeno diffuso in tutte le testate europee, dove le donne presenziano nel 38% dei casi come persone di cui non viene riferita né la professione, né la posizione sociale, essendo irrilevante per la notizia. Gli uomini, invece, fanno notizia soprattutto come politici - nel 39% dei casi, contro il 12% dei casi femminili - e anche come manager - nel 7% dei casi contro il 3% delle donne. Dati che confermano la forte dicotomia fra posizioni sociali, professioni e ruoli «comuni», maggiormente incarnati dalle donne e posizioni, professioni, ruoli «autorevoli» rappresentati perlopiù dagli uomini.

Da questo punto di vista, l’Italia è il Paese che registra la maggiore segmentazione di genere. Basti un dato fra tutti: ogni 10 persone intervistate in qualità di esperte o opinion leader, una sola è donna.

Nei Tg italiani, le donne hanno certamente più probabilità di fare notizia in quanto vittime: nel 16% dei casi (contro il 6% dei casi maschili) figurano nei notiziari in quanto vittime di incidenti, rapine, omicidi, molestie, violenze o altri crimini.
Proporzioni simili si registrano per Francia (vittime il 12% delle donne rappresentate nei media, contro il 7% degli uomini) e Gran Bretagna (24% donne e 12% uomini). Nei Tg di Germania e Spagna c’è invece un maggiore equilibrio. Nel primo caso, le donne visibili come vittime sono il 7% del campione, gli uomini il 5%. Nel secondo caso, le donne l’8%, gli uomini il 7%.
Monia Azzalini
© FCSF – Popoli
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