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Un'alleanza all’insegna del (drone) Male
19 maggio 2013
Tre colossi dell’industria militare del Vecchio continente si sono alleati per costruire un drone (aerei senza pilota) europeo in grado di sconfiggere la concorrenza dei rivali statunitensi e israeliani. I tre colossi sono la francese Dassault Aviation (famosa perché dai suoi stabilimenti escono i caccia dell’aviazione transalpina Mirage, Rafale e Jaguar), l’italiana Finmeccanica e la Eads (una grande azienda nata nel 2010 dalla fusione tra la tedesca DaimlerChrysler Aerospace, la francese Aérospatiale-Matra e la spagnola Construcciones Aeronáuticas). Secondo un comunicato congiunto diffuso il 17 giugno, i tre gruppi si sono dichiarati disposti a lavorare insieme per la creazione di un drone che si chiamerà Male (Medium altitude long endurance). Questo «aeromobile a pilotaggio remoto» (come viene chiamato nel linguaggio militare) avrà compiti di sorveglianza e sarà in grado di volare per 24 ore in zone di guerra o dove si teme possano operare potenziali nemici.

Un progetto simile però implica investimenti rilevanti. Per questo motivo le tre grandi società, un tempo rivali, hanno deciso di collaborare e, insieme, hanno chiesto ai rispettivi governi di lanciare un programma per la costruzione dei droni (con relativi finanziamenti) . Sarebbero quindi le finanze pubbliche europee, già provate da una lunga crisi, a dover sostenere i costi dell’operazione. Al progetto dovrebbe partecipare anche l’Italia con una spesa complessiva intorno al miliardo di euro.

Le nostre forze armate però già dispongono di droni. L’aeronautica militare nel 2002 ha costituito il Gruppo velivoli teleguidati presso il 32° Stormo di Amendola (Fg). Questa unità ha il compito di condurre le operazioni aeree con i Predator, aerei senza pilota altamente tecnologici, costruiti dalla statunitense General Atomics. Alcuni di questi velivoli sono schierati in Afghanistan (e in precedenza in Iraq e in Libia) con il solo compito di sorveglianza perché i modelli a disposizione del nostro Paese non possono portare armamenti. Roma ha però acquistato da Washington sei Raper, droni in grado di sorvegliare, ma anche di portare missili e bombe. Washington ha autorizzato la vendita, anche se per il momento non è stata ancora effettuata la consegna.
e.c.

© FCSF – Popoli
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