Home page
Webmagazine internazionale dei gesuiti
Cerca negli archivi
La rivista
 
 
 
Pubblicità
Iniziative
Siti amici
Primo piano
Cerca in Primo Piano
 
Un bambino non è mai irregolare
3 luglio 2013

Il Consiglio regionale della Lombardia ha bocciato ieri la mozione presentata dalla lista civica di Umberto Ambrosoli e dal Partito Democratico che chiedeva l’accesso alla pediatria di base ai bambini stranieri maggiori di sei mesi, anche se privi di permesso di soggiorno.  In sostanza, i minori stranieri figli di genitori irregolari devono continuare a fare riferimento unicamente al pronto soccorso pediatrico (o, potendoselo permettere, a medici privati), non potendo usufruire del pediatra del Servizio sanitario nazionale.

Si tratta di una decisione che, come denuncia tra gli altri l'Asgi (Associazione studi giuridici sull'immigrazione), «lede i diritti fondamentali dei soggetti già vulnerabili, viola il rispetto di obblighi nazionali ed internazionali, contrasta con le scelte operate dalla conferenza Stato Regioni. Si priva del diritto alla cura chi e’ più vulnerabile e non si tutela la salute pubblica».

Dal punto di vista giuridico, la scelta del Consiglio regionale lombardo ignora infatti che, come confermato da pronunce proprio del Tribunale di Milano, il minore non può mai essere considerato «irregolare» essendo comunque non espellibile ai sensi dell’art. 19 della legge italiana sull’immigrazione. Inoltre sia l’art. 35 dello stessa legge e la Convenzione Onu per i diritti del fanciullo all’art. 24 garantiscono il diritto di ogni minore di «beneficiare dei servizi medici» senza alcuna discriminazione, indipendentemente dalla loro nazionalità, regolarità del soggiorno o apolidia.

Esiste infine un Accordo che la Conferenza Stato-Regioni ha recentemente elaborato proprio allo scopo di rendere uniforme ed efficace l’accesso dei migranti ai servizi sanitari su tutto il territorio italiano. Questo Accordo prevede il riconoscimento del pediatra di libera scelta anche per i minori senza regolare permesso di soggiorno.

Ma la bocciatura della mozione, oltre che fare acqua da un punto di vista giuridico e amministrativo, è anche miope e inefficiente. Come sottolinea ancora l'Asgi, meno difficoltà nell’erogazione delle prestazioni e una precoce diagnosi delle malattie grazie alla maggiore prevenzione si traducono in costi inferiori per lo Stato e permettono una migliore salvaguardia della salute collettiva. Una decisione dunque discutibile sotto molti punti di vista, che fa iniziare con il piede sbagliato la nuova legislatura lombarda.

Stefano Femminis

 
© FCSF – Popoli