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Violenze in India, rapporto deludente
3 febbraio 2011
«La Commissione Somashekar ci ha completamente delusi»: è netto il giudizio di Ronald Prabhu, gesuita di Mangalore, nello Stato indiano del Karnataka, commentando la pubblicazione del rapporto sulle violenze contro i cristiani che si sono scatenate nel 2008 in questa regione dell’India meridionale. La commissione, nominata dal governo locale e presieduta da un ex-magistrato, B. K. Somashekar, ha pubblicato alla fine di gennaio il suo rapporto, assolvendo di fatto le autorità politiche e civili dalle accuse di complicità nelle violenze e limitando le responsabilità a iniziative di singoli.

Nel corso del 2008 il Bajrang Dal, tra le più violente organizzazioni estremiste hindu, è stato responsabile di oltre un centinaio di attacchi a chiese e luoghi di preghiera cristiani, con il pretesto che si fossero verificate conversioni forzate di induisti. Il rapporto non arriva a dichiarare che queste siano state ottenute con la frode o la coercizione, ma parla di conversioni «indotte dai cristiani».

Da allora altre decine di attacchi contro i cristiani hanno interessato il Karnataka, 53 milioni di abitanti e uno degli Stati più sviluppati dell’India (la sua capitale, Bangalore, è il centro tecnologico del Paese). I cristiani sono il 2,1% della popolazione. Dal maggio 2008 il governo locale è in mano al partito nazionalista hindu Bjp.

Anche se il rapporto non ha carattere vincolante, «potrebbe legittimare ulteriormente la legislazione contro le conversioni da parte del governo - sostiene padre Prabhu -. Oltre al senso di ingiustizia, ciò che preoccupa di più - aggiunge il gesuita - è che i violenti si sentiranno protetti dalle autorità a proseguire le proprie azioni». 

Il rapporto della commissione riporta in primo piano le paure di uno Stato indiano in cui sia compromessa la coesistenza pacifica tra le religioni. Ambrose Pinto, gesuita e direttore del St Joseph College di Bangalore, osserva che dopo la pubblicazione di questo rapporto, le possibilità che l’India resti un Paese laico si riducono. Negli ultimi due anni di governo del Bjp nel Karnataka, le forze dell’estremismo religioso (hindutva) sono passate da una condizione di marginalità a occupare il centro della scena politica, a causa della debolezza delle forze laiche. «Prima che l’attuale governo assumesse il potere non c’erano stati attacchi contro i cristiani e questa non può essere considerata una coincidenza», aggiunge. Il non riconoscere i legami tra gli assalitori delle chiese e i politici o i vertici della polizia che li appoggiano è grave perché significa non riconoscere che la violenza anticristiana è ufficialmente accettata dal partito al governo.

Il 5 febbraio è prevista a Bangalore una manifestazione pacifica di migliaia di cattolici e protestanti, che insieme a hindu moderati e musulmani chiedono la fine delle aggressioni e il ritiro delle accuse di conversioni forzate, ritenute false.

© FCSF – Popoli