 |
Rivolte arabe |
Il 17 dicembre 2010 un giovane tunisino si dava fuoco per protestare contro il regime oppressivo di Ben Ali. Quel suicidio dava il via a una serie di rivolte che hanno portato alla caduta di Ben Ali in Tunisia, di Hosni Mubarak in Egitto, a una guerra civile in Libia, a sommosse in Yemen, Siria, Giordania e Bahrein. La «primavera araba» ha coinvolto migliaia di cittadini, soprattutto giovani, scesi in piazza per chiedere maggiore democrazia e migliori condizioni di vita. Spiazzando anche i Paesi occidentali, che fino a quel momento avevano sostenuto i rais nordafricani e mediorientali. In questo Speciale gli articoli pubblicati da Popoli, su carta e su web, nei primi sei mesi del 2011 |
|
| Siamo tutti tunisiniSiamo tutti tunisini / Stefano Femminis. - Popoli, Vol. 96, n. 2, febbraio 2011, p. 1Sostenere uno sviluppo e una democrazia autentici nel Maghreb, serve a tutti, a nord e a sud del Mare Nostrum. Proprio quello che l’Europa non ha fatto in questi anni [Dettaglio…]
|
| Egitto : La rivoluzione vista da vicinoEgitto : La rivoluzione vista da vicino / Ibrahim Refat, Enrico Casale, Elisa Pierandrei, Massimiliano Cannata. - Popoli, Vol. 96, n. 3, marzo 2011, pp. 27-29La rivolta raccontata da voci egiziane: dal giornalista all’intellettuale, dal blogger al religioso. Mentre, dopo la caduta di Mubarak, gli scenari restano difficili da decifrare, cerchiamo di capire chi sono e che cosa vogliono i protagonisti di un evento che sta cambiando gli equilibri mediorientali.[Dettaglio…]
|
| Le rivolte arabe e l'islam che non ti aspettiLe rivolte arabe e l'islam che non ti aspetti / Adel Jabbar. - Popoli, Vol. 96, n. 4, aprile 2011, pp. 46-47Significativi settori hanno assunto la nonviolenza e la disobbedienza civile come prassi per rivendicare i propri diritti e la propria dignità, confutando il luogo comune che vuole le società arabe imbevute di violenza e di fanatismo. In Tunisia e in Egitto non poche dichiarazioni delle correnti politiche di ispirazione islamica rivelano un nuovo atteggiamento tendente ad affermare che lo Stato ha una natura civile e autonoma rispetto alla sfera religiosa.[Dettaglio…]
|
| Tunisia : Sidi Bouzid, dove tutto è cominciatoTunisia : Sidi Bouzid, dove tutto è cominciato / Michela Garbin. - Popoli, Vol. 96, n. 5, maggio 2011, pp. 24-27Lontano dalla capitale e dalle rotte turistiche, Sidi Bouzid è uno di quei centri sperduti dell’entroterra che non hanno conosciuto lo sviluppo recente del Paese. Viaggio nella cittadina in cui si è suicidato Mohamed Bouazizi, dando il via alla «Rivoluzione dei gelsomini»[Dettaglio…]
|
| Il dialogo e la rivoluzione : Intervista a Michael FitzgeraldIl dialogo e la rivoluzione : Intervista a Michael Fitzgerald / Popoli, Vol. 96, n. 5, maggio 2011, pp. 46-49Michael Louis Fitzgerald, ex-presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, oggi nunzio apostolico al Cairo e atteso a Milano il 16 maggio per la Cattedra del dialogo, ha concesso a Popoli un’intervista esclusiva, parlandoci degli sviluppi delle relazioni tra le fedi e della rivoluzione in Egitto.[Dettaglio…]
|
| Qatar : Al Jazeera, la tv camaleonteQatar : Al Jazeera, la tv camaleonte / Donatella Della Ratta. - Popoli, Vol. 96, n. 6-7, giugno-luglio 2011, pp. 38-41C’è chi la considera un fattore decisivo nella democratizzazione del mondo arabo, chi l’accusa di parzialità filogovernativa. Qual è la vera natura di Al Jazeera, la tv del Qatar che si avvicina al suo quindicesimo compleanno? Ce lo svela una studiosa italiana dei mass media arabi [Dettaglio…]
|
| Le teologhe musulmane e le rivolte del Nord AfricaLe teologhe musulmane e le rivolte del Nord Africa / Renata Bedendo. - Popoli, Vol. 96, n. 6-7, giugno-luglio 2011, p. 47Quanto hanno giocato le loro teorie su questa presa di coscienza delle donne? Difficile da dire.
Probabilmente, anch’esse non saprebbero rispondere. L’impressione è che per loro la rivoluzione sia più importante dell’analisi teorica [Dettaglio…]
|
| Tunisia : Chi ha paura di Ennahda?Tunisia : Chi ha paura di Ennahda? / Ilaria Romano. - Popoli, Vol. 96, n. 12, dicembre 2011, pp. 32-34Le prime elezioni dopo la primavera araba sono state vinte da una formazione di ispirazione religiosa. Mentre i leader del partito rifiutano il marchio dell’integralismo, i giovani protagonisti della rivolta assicurano: «Non abbiamo firmato un assegno in bianco agli islamici» [Dettaglio…]
|
| La morte di Gheddafi non fa primaveraLa morte di Gheddafi non fa primavera / Adel Jabbar. - Popoli, Vol. 96, n. 12, dicembre 2011, p. 45Le società arabe sono di fronte a un bivio: scegliere un percorso che porti a una società plurale o ripercorrere i vecchi sentieri della violenza. Tra la speranza della Tunisia e il dramma libico si deve scegliere.[Dettaglio…]
|
| Musica : La colonna sonora della primaveraMusica : La colonna sonora della primavera / Alessandra Abbona. - Popoli, Vol. 97, n. 2, febbraio 2012, pp. 35-37Nei Paesi arabi e in Israele alcune popstar sono scese in piazza per protestare contro le politiche
governative. I loro testi di denuncia sono diventati inni alla democrazia e alla giustizia sociale, al di là di ogni divisione religiosa e politica [Dettaglio…]
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|