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Sinodo africano
Il Sinodo dei vescovi africani (4-25 ottobre 2009) ha lanciato un messaggio di speranza: il continente non è alla deriva e può ambire a un futuro di sviluppo economico e sociale che faccia leva non solo sulle risorse naturali, ma anche sul proprio enorme patrimonio umano e spirituale. In questo Speciale tutti gli articoli di Popoli che hanno accompagnato l'evento
La civiltà dell’igname
Gli alimenti, scriveva Lévi-Strauss, sono, prima di tutto, «buoni da pensare». Nei miti che raccontano la genesi dell’ordine culturale, infatti, la scoperta e la cottura di alimenti come l’igname e il taro, rubati agli dei (secondo i tikopia della Melanesia) o indicati da una stella (secondo gli apinayé e i kraho del Sudamerica), descrivono il percorso razionale mediante il quale l’uomo emerge dalla totalità indistinta delle origini. Sono gli alimenti a dare sostanza a quel pensiero che gli permette di prendere le distanze dalle divinità, come nel mito degli indigeni nordamericani oijbwa sul totemismo, e di fondare il proprio ordine sociale, come nel mito tikopia che narra l’origine dei clan.
La pianta povera che fa ricca la dieta
Sulle colline di Jabara, fiorite di manghi, il ricordo della guerra riaffiora solo nelle scarne parole dei più anziani. In questa remota regione ugandese, il West Nile, che confina con il Sudan meridionale, nei campi di mais modellati dalla zappa si pensa al futuro, al raccolto che verrà, garantito dalle nubi scure di pioggia. I villaggi kakwa, con le loro capanne quadrate e le aiuole, appena distanti dal sentiero che si inoltra nella foresta, mostrano la quotidianità ordinata delle attività domestiche.
L’islam senegalese che ama le arachidi
«Non si può stare sulla terra senza lavorare e non si può sperare nell’Aldilà senza adorare il Signore»: così, cheik Ahmadou Bamba, che i wolof senegalesi chiamano semplicemente Serigne Touba, invitava gli adepti al lavoro, alla carità vicendevole e alla fede in Allah.

Al mercato della lava

Nel 2002, a causa dell'eruzione del vulcano Nyiragongo, un fiume di lava attraversò la città di Goma, nella Repubblica Democratica del Congo. Da allora è nato un nuovo lavoro: raccogliere e vendere pietre laviche, usate come materiale di costruzione. Lo stipendio: un dollaro per ogni camion riempito

(marzo 2007)

Memorie da Bamako
La memoria è custode di quanto una coscienza vigile elabora ed è importante che ogni immagine che ha commosso il nostro spirito sia incisa nello spessore del nostro giudizio e nella volontà di scegliere percorsi di giustizia.
Che fine hanno fatto i rifugiati di Braq?

Il rientro in patria e, nei casi più gravi, la pena di morte. È questo il destino al quale vanno incontro i rifugiati eritrei che a luglio erano stati liberati dai penitenziari di Misurata e di Braq (Libia) grazie alla mediazione italiana. Nonostante l’ottimismo espresso quest’estate dalle autorità italiane e da quelle libiche, la vicenda potrebbe così avere un esito negativo.


Africa, la carestia più forte dell'agricoltura
In Africa l'80% della popolazione vive coltivando e il 30% del Pil deriva dal settore primario. Eppure, come dimostrano la carestia di questa estate in Ciad, non è ancora stata raggiunta l'autosufficienza alimentare. Perché?

Des hommes et des dieux

Che cosa significa morire per amore
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