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«I militari, ago della bilancia»
«La situazione in Costa d’Avorio è molto tesa. Il capo di Stato maggiore delle Forze armate non ha rilasciato ancora alcuna dichiarazione. Da come si muoveranno le Forze armate dipenderà il futuro di questo Paese». È un quadro preoccupato quello tracciato da Kevin Adou, uno dei ricercatori del Cerap (Centre de recherche et d’action pour la paix), il centro studi della Compagnia di Gesù in Costa d’Avorio. Secondo Adou, si stanno ripresentando le condizioni che hanno portato il Paese alla guerra civile nel 2002. «Nel 2000 - spiega - il generale Guei, che aveva perso le elezioni, voleva mantenere il potere a tutti i costi. E anch’egli aveva messo in discussione i risultati proclamati dalla Commissione elettorale. Allora i sostenitori di Gbagbo scesero per strada, sostenuti dalle Forze armate, per impedire la vittoria di Guei. Oggi, dieci anni dopo, si ripresenta lo stesso scenario, ma questa volta è Gbagbo che ha sovvertito il responso delle urne».

La Corte costituzionale ha però annullato il voto in alcune regioni del Nord per brogli. «È vero - continua Adou – ci sono stati casi in cui i sostenitori di Ouattara hanno impedito a quelli di Gbagbo di esercitare il voto. E gli osservatori internazionali hanno registrato queste violazioni. Però, come ha fatto notare Choi, il rappresentante del Segretario generale dell’Onu, anche se tutte le contestazioni presentate da Gbagbo fossero riconosciute valide, non sarebbero in grado di invalidare il secondo turno e di rovesciare gli esiti delle urne».

Oggi il Paese è sull’orlo del baratro della guerra civile. Le Forze armate potranno essere l’ago della bilancia. «A seconda di come si muoveranno i militari - conclude Adou - la crisi potrà risolversi a breve o protrarsi per lungo tempo».

Somalia, la tragedia dimenticata
Mentre l’attenzione del mondo è rivolta all’Africa del nord, in Somalia sono scoppiate nuove sanguinose battaglie. L’esercito del governo somalo di transizione ha attaccato a Mogadiscio le roccaforti degli shabàb, considerati la filiale somala di al Qaeda. Ne abbiamo parlato con Benvenuto Issaq, esponente di spicco della diaspora somala in Italia.

Costa d’Avorio, la crisi continua

A tre mesi dalle elezioni presidenziali, nel Paese dell’Africa occidentale la situazione politica non si è ancora sbloccata.
Il presidente uscente Laurent Gbagbo (in carica dal 2000) rivendica la vittoria anche a dispetto della comunità internazionale che riconosce il successo di Alassane Ouattara, suo nemico storico. La testimonianza di un religioso che lavora ad Abidjan (la capitale economica del Paese) e i timori dei gesuiti.


Il cinguettio che fa Primavera
L'Europa e il demos che non c'è (ancora)
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Mali, i fondamentalisti islamici e gli interessi di Parigi
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In Pakistan i cristiani sempre nel mirino
Dopo le violenze che in marzo hanno sconvolto un intero quartiere cristiano di Lahore, si ripropone in Pakistan il problema delle divisioni religiose e delle scarse tutele delle minoranze. Mentre le forze laiche tentano di attenuare le tensioni, si avvicinano le elezioni politiche dell’11 maggio.

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