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Fuul medames
Il cimitero Al Qarafa, al Cairo, conosciuto come «la città dei morti», ospita tra le tombe migliaia di famiglie che vi hanno trovato casa. Il venerdì, durante la visita rituale, i parenti del defunto e gli abitanti condividono il pranzo funebre, consumato nel cortile, sotto la tenda delle condoglianze (kheima) o sulla sepoltura.
Iraq-Egitto, strage per una «bufala»
Dopo l'attentato alla chiesa cattolica di Baghdad, al Qaeda ha minacciato altri attacchi se in Egitto non verranno rilasciate le due donne «detenute in un monastero» perché convertite al cristianesimo.
 Ma i copti - tramite una fonte riservata di Popoli -  denunciano: «Le due donne non sono mai diventate musulmane. La conversione è solo un pretesto per nuove violenze».

Copti, cittadini di serie B
Perseguitati dai fondamentalisti musulmani, discriminati dal regime che usa l’islam per mantenersi al potere, i cristiani vivono relegati ai margini della società. Una situazione che a volte pagano con la vita, come è successo a Natale. Leggi l'articolo pubblicato su Popoli nel marzo 2010.
Egitto, 300 profughi prigionieri dei trafficanti
Trecento profughi diretti in Israele sono stati fatti prigionieri dei trafficanti di esseri umani nel Sinai. Le associazioni che difendono i diritti umani: «Vivono in condizioni disperate. L'Ue intervenga sull'Egitto affinché li liberi».

Egitto, i trafficanti uccidono sei persone
Violenze, ricatti, esecuzioni: nel Sinai continuano le prevaricazioni nei confronti dei profughi. Negli ultimi giorni sono stati uccisi sei africani che tentavano di fuggire ai trafficanti di esseri umani. Tutto nell'indifferenza delle organizzazioni internazionali.

Sinai, non solo ricatti…
Si stringe il cerchio intorno ai trafficanti di esseri umani che hanno rapito 300 profughi africani nella penisola egiziana. E intanto si scopre che dietro questi rapimenti, oltre ai ricatti, si nasconda anche un commercio di organi umani.

Egitto, perché i copti sono nel mirino
A Capodanno una bomba all’esterno della Chiesa dei Santi di Alessandria ha ucciso 23 fedeli. Popoli ha chiesto un commento a Samir Khalil Samir, gesuita egiziano, e a Ashraf Ramelah, esponente copto.

Samir: «Cristiani capri espiatori»
Ramelah: «Dal governo non ci aspettiamo nulla»
I tormenti dell’Egitto
La rivolta scoppiata in Egitto il 25 gennaio ha messo in discussione una delle alleanze più solide dell'Occidente nel mondo arabo. Come evolverà la situazione? C'è la possibilità di un allargamento della crisi ai Paesi vicini? Quali sono le complicità dell'Italia con il vecchio regime?
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