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Ferite caucasiche

Cecenia, Ossezia, Nagorno-Karabakh: pochi luoghi al mondo sono segnati dalle fratture come queste e altre regioni del Caucaso.
Livio Senigalliesi ha documentato molte tragedie consumate lungo i nuovi confini: le sue immagini aprono i fotoreportage nel 2010 dedicati alle frontiere

(gennaio 2010)

Sansone a Gaza
Un cerchio di ferro mi stringe lo stomaco. Volevo scrivere quest’articolo all’inizio del mio pellegrinaggio in Algeria sulle orme di Charles de Foucauld. Non mi hanno dato il visto perché prete.
Mar Morto?
Maggio 2009. Entrano i reali di Giordania. Il Centro congressi di Amman è gremito dei partecipanti al Forum economico mondiale per il Medio Oriente. In prima fila c’è la classe dirigente «moderata» araba, a cominciare dal segretario generale della Lega, Amre Moussa. Sul palco sono appena saliti i dieci finalisti del concorso per «giovani imprenditori sociali».
Ancora Afghanistan…
Ho incontrato a Parigi il comandante Amin Wardak, uno dei più efficaci combattenti contro i sovietici negli anni Ottanta, poi esiliato in Francia a causa della guerra civile che ha portato al potere i talebani nel 1996. Appartenente alla maggioranza sunnita pashtun (la stessa popolazione del montagnoso Waziristan nel Pakistan occidentale, alla quale appartiene il grosso dei talebani), il mio amico è figlio d’un capo tribale sufi.
Incubo
Gli accordi di Oslo erano ormai solo il nome d’un fallimento. Gaza era da anni un grande campo di concentramento, un «gulag» da un milione e mezzo di disperati. Gli Stati della regione soffrivano di schizofrenia: d’un lato vigeva la logica della conservazione dei privilegi di casta, con tanto più cinismo quanto più prolungata era la crisi economica, dall’altro aumentava la retorica populista dell’odio nazionale e religioso verso il nemico incolpato d’ogni ritardo, fallimento e corruzione.
Flying Blind. U.S. combat drones operate outside international law
Mary Ellen O’Connell

L’impiego dei droni (velivoli senza pilota comandati a distanza) da parte degli Stati Uniti, impegnati in pericolose zone di guerra come Afghanistan e Pakistan, solleva una serie di gravi questioni etiche e giuridiche. L’A., esperta in risoluzione di conflitti internazionali e docente nell’Università cattolica di Notre Dame, studia il loro impiego da parte della Cia contro al-Qaeda e ne illustra le diverse implicazioni. America (Usa), n. 4886, March 15, 2010, pp. 10-14.

www.americamagazine.org

Des hommes et des dieux

Che cosa significa morire per amore
L’odissea degli uiguri di Guantánamo
Dopo anni nel carcere di Guantánamo, il governo Usa ha riconosciuto la loro estraneità al terrorismo, ma non hanno potuto tornare in patria perché perseguitati dal governo cinese: la storia degli uiguri, minoranza musulmana in una provincia cinese, incontrati da un gesuita alle Bermuda.

Soldati senza dimora
Mentre negli Usa l’11 novembre si celebra la Giornata dei veterani, Tim Reidy, del settimanale dei gesuiti America, ricorda come più di 200mila ex combattenti vivano in strada. Una questione che si intreccia ai problemi di disoccupazione, droga e alcoolismo. Molti ex soldati hanno combattuto in Vietnam, ma sono sempre più numerosi i senza tetto (uomini e donne) rientrati da Iraq e Afghanistan.
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