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| Bannock, il pane dei nativi americani |
Churchill, all’estremo nord del Manitoba canadese, è un villaggio tra il mare e il fiume. Nel tempo in cui, secondo il mito, gli uomini e i caribù parlavano la stessa lingua, qui, sulle coste ghiacciate della Baia di Hudson, vivevano solo gli inuit. |
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| Otto anni di Lula, primi bilanci |
Dopo il primo turno delle elezioni presidenziali, si attende il ballottaggio del 31 ottobre tra Dilma Rousseff e José Serra. Ma intanto è tempo di bilanci per il presidente uscente Lula, che lascia dopo otto anni, al top della popolarità
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| Cile: minatori ok, mapuches ko |
Mentre, di fronte alle telecamere di tutto il mondo, i 33 minatori cileni sono riemersi dal sottosuolo, è passata inosservata un’altra lotta tra la vita e la morte: gli 82 giorni di sciopero della fame di un gruppo di prigionieri mapuches.
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| Addio a Samuel Ruiz, pastore e profeta |
È morto il vescovo Samuel Ruiz, semplicemente Tatic («padre») per gli indigeni del Chiapas. Nell’omelia dei funerali il ricordo dell’amico Raúl Vera: «Una persona le cui azioni erano discusse e condannate da una parte della società, come il profeta Geremia; ma per i poveri, don Samuel è stato una luce potente»
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| La vittoria degli indios contro la Chevron |
Il 14 febbraio la Texaco (oggi di proprietà Chevron) è stata condannata da un tribunale ecuadoregno a una multa di 8,2 miliardi di dollari per avere trasformato una parte dell'Amazzonia nella zona industriale «più contaminata del mondo», provocando un aumento di tumori e leucemie tra la popolazione indigena. Tra i protagonisti della vittoria in tribunale, dopo una battaglia durata 18 anni, il giovane avvocato Pablo Fajardo: il suo racconto in questo video |
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| Enel-indios, alta tensione in Guatemala |
È scontro tra l’azienda italiana, appoggiata dal governo locale, e gli indios della regione del Quiché, contrari a una nuova centrale idroelettrica sul loro territorio. Così, per tutelare l’investimento da 185 milioni di euro, adesso è arrivato l’esercito. |
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| Cholitas alla riscossa |
Sulla scia del primo presidente indio nella storia della Bolivia, le donne quechua e aymara si stanno ritagliando spazi crescenti in politica e nella società. Se serve, anche a suon di pugni. Il reportage di Daniele Tamagni, vincitore di un premio prestigioso (maggio 2011) |
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