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| Sansone a Gaza |
Un cerchio di ferro mi stringe lo stomaco. Volevo scrivere quest’articolo all’inizio del mio pellegrinaggio in Algeria sulle orme di Charles de Foucauld. Non mi hanno dato il visto perché prete.
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| Negazionismo islamico |
Nell’estate del 1989, in occasione della Preghiera interreligiosa per la pace, visitai i campi di sterminio di Auschwitz e di Birkenau. Accompagnavo una delegazione musulmana e raccolsi diverse e contraddittorie reazioni. Un giovane intellettuale, ideologicamente accecato, riusciva ancora a negare la verità del genocidio. Un altro dignitario confessava invece, sconvolto, che quella visita lo aveva profondamente trasformato.
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| W la coscienza! |
F. è iracheno di famiglia sciita. Emigrò in Europa per sfuggire a Saddam. Ormai in pensione, si occupa con la moglie olandese di progetti umanitari e fa su e giù con Baghdad. Vive in coscienza una profonda spiritualità sganciata dalla religione. Da giovane doveva essere comunista.
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| Mar Morto? |
Maggio 2009. Entrano i reali di Giordania. Il Centro congressi di Amman è gremito dei partecipanti al Forum economico mondiale per il Medio Oriente. In prima fila c’è la classe dirigente «moderata» araba, a cominciare dal segretario generale della Lega, Amre Moussa. Sul palco sono appena saliti i dieci finalisti del concorso per «giovani imprenditori sociali».
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| Onore ai caduti |
«Gli americani hanno gli orologi, noi il tempo! »: la frase talebana m’è riferita da una giornalista inviata a Kabul. Con lei commento le irreparabili perdite umane (compresi i 6 militari italiani uccisi il 17 settembre), le elezioni afghane un po’ all’iraniana, la buona coscienza degli occupanti che non si rassegnano ad essere considerati nemico militare. Devono essere sempre forze di pace, liberatori. Certo, onore ai caduti! È chiaro però a molti che la caccia infinita a Ben Laden nasconde antichi disegni egemonici in Asia centrale.
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| Arabi cristiani |
Le Paoline hanno pubblicato un’ottima edizione di inni di Efrem il Siro sulla natività e l’epifania. «Agar aveva visto una fonte d’acqua (cfr Gen 21,19: per i musulmani sarà il pozzo di Zem Zem alla Mecca) e da essa diede da bere al ribelle, quello che divenne un onagro nel deserto (cfr Gen 16,12: si tratta d’Ismaele).
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| Incubo |
Gli accordi di Oslo erano ormai solo il nome d’un fallimento. Gaza era da anni un grande campo di concentramento, un «gulag» da un milione e mezzo di disperati. Gli Stati della regione soffrivano di schizofrenia: d’un lato vigeva la logica della conservazione dei privilegi di casta, con tanto più cinismo quanto più prolungata era la crisi economica, dall’altro aumentava la retorica populista dell’odio nazionale e religioso verso il nemico incolpato d’ogni ritardo, fallimento e corruzione.
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| Le divisioni dei curdi |
A cavallo delle frontiere tra Iran, Iraq, Siria e Turchia, milioni di curdi vivono in modi diversi ma spesso drammatici le proprie divisioni e l’esperienza di essere minoranza. Marco Gualazzini ha fotografato molti volti di questo popolo fiero e in fermento (maggio 2010) |
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| Oltre il muro, Betlemme |
Intorno alla città procedono spediti i lavori di costruzione del muro che separa israeliani e palestinesi, tra le proteste degli abitanti e dei pacifisti. Roberto Brancolini è andato a fotografare il simbolo della divisione e i murales che lo condannano (giugno-luglio 2010)
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| Sinodo Medio Oriente |
Dal 10 al 24 ottobre il Sinodo per il Medio Oriente raduna a Roma i rappresentanti delle Chiese cattoliche della regione. Un’occasione speciale per riflettere a tutto campo sulla presenza e le difficoltà dei cristiani. In questa sezione alcuni recenti articoli di Popoli dedicati al tema. |
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