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| Sociedad y política en el Chile del terremoto |
Manuel Antonio Garretón L’esigenza di dare una risposta immediata e concreta alla catastrofe che il 27 febbraio ha colpito il Cile rischia di mettere in secondo piano, quasi di far sembrare meschine, questioni che invece devono mantenere una centralità se si vogliono (ri)costruire non solo case, ma anche una società migliore: gli orientamenti di fondo del modello socio-economico, la critica per le promesse non mantenute dalla politica negli ultimi anni, la richiesta di riforme. Mensaje (Cile), n. 587, marzo-abril 2010, pp. 10-15.
www.mensaje.cl
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| Cosa dare a Cesare, cosa a Dio? |
«Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio». Come intendere e vivere, da cristiani, questa indicazione? Cosa va a Cesare se a Dio si deve dare quello che è «suo», ovvero tutto? Dario Bertacchini Milano
L'uomo non è un rapace, che caccia da solo o in branco. (...) |
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| Separare religione e politica? |
Poche settimane fa ero a Londra per un seminario sull’Instrumentum Laboris del Sinodo per il Medio Oriente. Il vescovo caldeo di Aleppo, il gesuita Antoine Audo, ha sottolineato che i cristiani orientali non vogliono tornare a vivere nella «dhimmitudine» |
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| Birmania: elezioni per non cambiare nulla |
Il regime militare del Myanmar prepara elezioni truccate vent’anni dopo avere negato la vittoria democratica di Aung San Suu Kyi. Una fonte interna al Paese racconta a Popoli il clima di disillusione e i problemi economici e politici che opprimono i birmani.
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| Italia-Libia, una vera svolta? |
Il 9 novembre il governo è stato battuto tre volte alla Camera su altrettante mozioni relative al Trattato di amicizia Italia-Libia. Determinante il voto dei finiani, gli stessi deputati che da due anni e mezzo sostenevano la politica estera dell'esecutivo Berlusconi. Il commento di Enrico Casale, «africanista» di Popoli.
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| Madagascar: nuova Carta, problemi di sempre |
Il referendum ha dato il via libera alle riforme volute da Rajoelina, il presidente al potere grazie a un golpe. La nuova Carta garantirà stabilità nell’Isola rossa sconvolta da una profonda crisi politica?
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| Intercettazioni |
Uffici della Questura di Milano, una notte di maggio: squilla il telefono. «Pronto polizia» «Buonasera, sono io, mi riconosce?» «Uela, presidente! C’è qualche suo amico che si è messo nei guai?» |
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| Costa d’Avorio sull’orlo della guerra |
L’ex presidente Gbagbo e il suo avversario Ouattara si proclamano entrambi vincitori delle elezioni del 28 novembre. Dopo le prime schermaglie dialettiche, la parola è passata alle armi. Sono scoppiati incidenti tra i sostenitori di Ouattara e i militari fedeli a Gbagbo. E il Paese rischia di scivolare in una nuova guerra civile.
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