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Che fine hanno fatto i rifugiati di Braq?

Il rientro in patria e, nei casi più gravi, la pena di morte. È questo il destino al quale vanno incontro i rifugiati eritrei che a luglio erano stati liberati dai penitenziari di Misurata e di Braq (Libia) grazie alla mediazione italiana. Nonostante l’ottimismo espresso quest’estate dalle autorità italiane e da quelle libiche, la vicenda potrebbe così avere un esito negativo.


Figli delle nuvole nel recinto

In un angolo del Sahara algerino, migliaia di saharawi vivono in esilio da decenni in campi dove conducono una vita precaria. Un confine minato li tiene a distanza dalla loro terra. Con le sue foto, Stefano Montesi testimonia la resistenza di un popolo quasi dimenticato

(ottobre 2010)

"La scrittura non va in esilio": il vincitore 2010
«Il potere di un timbro rosso in mano agli uomini». Il racconto di una studentessa milanese vince il concorso promosso dal Centro Astalli - Jrs Italia.

Fiori annegati
«Ospiti» dietro le sbarre

Scatti (non rubati) oltre le sbarre del Cie di Torino. Le immagini di Paolo Soriani descrivono ambienti e sensazioni delle persone rinchiuse in uno dei tredici centri italiani di identificazione ed espulsione per extracomunitari senza documenti. Uno spazio di confine dentro le nostre città

(novembre 2010)

Australia, naufragare a Natale
L’affondamento di un barcone con decine di rifugiati presso l’isola australiana di Christmas, una «Lampedusa» nell’Oceano indiano, ricorda che il dramma degli sbarchi ha una dimensione mondiale.

Rifugio Italia
Rifugiati, premiato un video del Jrs
Il filmato parla di rifugiati con gli occhi e la sensibilità dei rifugiati stessi e ha vinto cinque premi al concorso nazionale M-Net Vuka, organizzato dalla televisione pubblica sudafricana.

Bangkok non è un porto sicuro
La capitale thailandese è il crocevia turistico in Asia orientale, ma non un luogo ospitale per chi fugge da persecuzioni e violenze. Le storie di ahmadi e tamil aiutati dai gesuiti.

Rifugio Italia
Da maggio, nel nostro Paese, il diritto a essere protetti non è più valido per tutti i perseguitati. Ma anche quanti sono riconosciuti come rifugiati incontrano difficoltà a ricostruirsi una vita. Ecco quanti sono e come vivono (o sopravvivono). Leggi l'inchiesta pubblicata sul numero di luglio 2009 su Popoli.
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