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Calchi Novati: disagio profondo
Stefania Craxi: una crisi di crescita
Una rivolta Web a ritmo di rap
Il Maghreb al bivio
"Tra cielo e sabbia": con i profughi in fuga dalla Libia
Nel giugno scorso Giacomo Zandonini ha realizzato un video reportage dal campo profughi di Choucha al confine tra Tunisia e Libia, sulle tracce dei migranti subsahariani e delle loro storie sospese tra cielo e sabbia. Qui puoi vedere il trailer del suo lavoro. Per il documentario completo clicca qui (montaggio Gianna Feller, prodotto da Centro Missionario Diocesano di Trento, a cura di Lanterne per Lucciole)
Un pezzo d’Italia a Tunisi: "Ora c’è pluralismo"
La «rivoluzione dei gelsomini» ha portato maggiore pluralismo e democrazia. La speranza è che ora non prevalga il fondamentalismo. A quasi un anno dall’inizio della rivolta, è questa l’analisi di Elia Finzi, direttore de Il Corriere di Tunisi, storica testata tunisina in lingua italiana.

Italiani in Tunisia, una storia secolare
La comunità italiana in Tunisia è molto antica. I primi italiani ad arrivare sulle coste tunisine furono i genovesi che nel XVI secolo occuparono l’isola di Tabarca. Sempre nel XVI secolo arrivò a Tunisi una comunità di ebrei livornesi, che diede vita a scambi commerciali fra Nord Africa, Francia e Italia. Ma è verso la metà del XIX secolo che la comunità italiana si ingrandisce. Ad arrivare in Tunisia sono soprattutto siciliani che emigrano per cercare fortuna in Africa. Solo con l’arrivo dei francesi, che nel 1881 instaurano un protettorato sulla Tunisia, l’afflusso di italiani rallenta. Anche perché Parigi non vede bene la presenza di una forte comunità italiana, possibile testa di ponte per le aspirazioni di Roma sulla Tunisia. Nonostante questa battuta d’arresto, secondo il censimento francese nel 1926 erano presenti in Tunisia 173mila stranieri, dei quali 89mila italiani (quasi il 10% della popolazione), 71mila francesi e ottomila maltesi.

Mussolini aiuta in modo massiccio la comunità italiana finanziando scuole, ospedali, organizzazioni assistenziali. E molti italo-tunisini rispondono aderendo con entusiasmo al fascismo. Con la sconfitta dell’Asse nel 1943 inizia però il declino. De Gaulle fa chiudere scuole, centri culturali e giornali italiani. Con l’avvento dell’indipendenza, molti italo-tunisini si trasferiscono in Italia, altri in Francia, dove vengono assimilati ai francesi fuggiti dall’Algeria. Attualmente la comunità italiana conta circa tremila persone, delle quali però soltanto 900 sono discendenti degli immigrati italiani arrivati nel XIX secolo.

Alcuni esponenti della comunità italo-tunisina sono diventati molto famosi in Italia e all’estero. La più celebre è certamente l’attrice Claudia Cardinale, figlia di immigrati siciliani, e protagonista di alcuni film che sono entrati nella storia del cinema. Italo-tunisini sono anche l’attrice Sandra Milo, il tennista Nicola Pietrangeli e Maurizio Valenzi, sindaco di Napoli dal 1975 al 1983.
e.c.
"In Nord Africa, non vinceranno le teocrazie": parola dei Fratelli musulmani
Abdel Fattah Hasan, egiziano, ex parlamentare e membro dei Fratelli musulmani non crede all’ipotesi di una svolta «iraniana» di Tunisia, Libia ed Egitto. Popoli.info l'ha intervistato.

Petrolio, infrastrutture e armi
Il reportage di Gilles Jacquier sulla primavera tunisina

Gilles Jacquier, reporter francese, è stato ucciso l'11 gennaio in Siria, prima vittima occidentale di una repressione che da mesi colpisce la popolazione civile. Jacquier si occupava da tempo delle rivolte arabe e con questo video realizzato in Tunisia insieme a Christopher Kench aveva vinto il Premio Ilaria Alpi.

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