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 Giugno 1998 - Chiesa e missione

IN BILICO TRA PASSATO E FUTURO
Viaggio nelle repubbliche ex-sovietiche: il TaGikistan
Dopo l'indipendenza, proclamata nell'agosto del 1991, il Tagikistan è stato scosso da un conflitto che contrapponeva l'opposizione islamico-democratica e il governo sostenuto da Mosca. Ma è l'islam la vera posta in gioco di questo piccolo paese dell'Asia centrale che sta conoscendo un certo rinnovamento religioso.

Nel maggio del 1992, in un contesto di crisi economica, una coalizione di partiti di opposizione islamico-democratica organizzò delle manifestazioni nella capitale Du_sanbe. Rovesciato il governo comunista, si impossessò del potere. Dopo sei mesi di guerra civile, il Parlamento elesse al suo vertice un leader filo-comunista, che associò queste funzioni con quelle di capo di stato. I dirigenti dell'opposizione si rifugiarono allora alla frontiera afghana da dove continuarono a incalzare il potere. Questo conflitto ha fatto più di 30.000 morti e oltre 60.000 rifugiati che sono fuggiti verso l'Afghanistan. Oggi circa il 50% dei profughi è rientrato in Tagikistan grazie all'intervento e all'aiuto fornito dall'Alto Commissariato ONU per i Rifugiati (UNHCR).

Incastrato tra la Cina, il Pakistan, l'Afghanistan e le antiche repubbliche sovietiche, il Tagikistan, con una superficie di 143100 kmq (circa la metà dell'Italia), esercita un suo proprio ascendente. Il popolo di questa terra appartiene al mondo persiano e parla una variante orientale di questa lingua. Nel paese, dopo l'indipendenza, si manifesta inoltre un atteggiamento nostalgico, di cui la nuova stampa si fa eco, per gli imperi che formavano l'unità degli Ariani.Nelle strade e nelle case la gente ascolta le canzoni di Gougouche, una cantante popolare iraniana precedente alla rivoluzione. Tuttavia i tagiki si differenziano dagli iraniani, in maggioranza sciiti, per la loro appartenenza al ramo sunnita dell'islam, con l'eccezione dei Pamiri del Sud che sono ismaeliti, un altro gruppo di ispirazione sciita.

Il pan-iranismo o il modello iraniano dell'islam appare troppo rigido alla maggior parte della popolazione. Nazirama Zarifawa, direttrice del Comitato delle donne tagike, ne è convinta: "Noi siamo musulmani, ma trovo che il fatto di portare il velo e l'integralismo non appartengano al nostro popolo".

Queste reticenze non impediscono tuttavia alla Repubblica Islamica dell'Iran di cercare di intensificare le relazioni culturali con il Tagikistan. A questo scopo ha incrementato l'esportazione dei propri film e ha distribuito gratuitamente nelle scuole più di 200.000 libri con l'alfabeto iraniano. Sempre nel tentativo di ravvivare il patrimonio linguistico del paese, un calligrafo iraniano ha provveduto a riscrivere le insegne dei negozi in persiano, così si può leggere fiorista, parrucchiere e speziale anche in questa lingua. Tuttavia, la popolazione tagika, che utilizza la scrittura cirillica dagli anni '40, trova il farsi (persiano) illeggibile. Infatti, solo il 10% degli adulti sanno leggere la loro lingua di origine. Per l'intellighentia tagika è oggi essenziale dare punti di riferimento a una popolazione disorientata dalla caduta delle istituzioni sovietiche e dalla devastazione economica che ha fatto seguito alla guerra civile, senza tuttavia dare una colorazione specificamente islamica a questi nuovi temi unificatori.

"Il Tagikistan non si orienterà verso l'islam per diventare una repubblica musulmana - affermava un giornalista di grande fama, assassinato barbaramente nel 1995. Sino ad oggi, i suoi assassini non sono stati identificati e arrestati. Le donne tagike non hanno mai portato il chador e tengono molto a conservare i loro abiti tradizionali. "Il nostro popolo ama la musica, la danza, la poesia. E anche se un giorno i partiti cosiddetti islamici arrivassero al potere, non credo possano ispirarsi al modello iraniano; è troppo lontano dalle aspirazioni e dagli ideali tagiki".

Questa opinione non è tuttavia condivisa da tutti. Alcuni giovani, per il momento poco numerosi, vorrebbero l'applicazione della legge islamica, la sharia. "Durante il regno del nostro profeta, la gente viveva in base alle leggi della sharia" - assicura Mohammed, uno studente di 22 anni. Perché oggi dobbiamo condurre diversamente la nostra vita? Noi dobbiamo vivere come buoni musulmani secondo le leggi e i principi dell'islam". Fervente difensore del regime islamico dell'Iran, Mohammed prega tutti i giorni nella moschea della città di Oura Teppa, al Nord del paese.

Con una popolazione di circa 6 milioni di abitanti e un tasso di natalità del 3,2 % annuo, il Tagikistan raddoppierà la sua popolazione in 20 anni. Un elemento da non sottovalutare per l'Iran o per qualsiasi altro paese che vorrà attirare il Tagikistan nella sua sfera di influenza. L'islam allora giocherà un ruolo fondamentale...


Armineh Johannes




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