| Giugno 1998 - Editoriale |
| I gesuiti tornano a Pechino |
| Giuseppe Bellucci |
L'interesse dei gesuiti per la Cina è nato praticamente con la stessa Compagnia di Gesù. Il primo a sentire una concreta attrazione per questo paese fu San Francesco Saverio che, dopo aver evangelizzato per dieci anni l'India, le Molucche, il Giappone, aveva deciso di sbarcare clandestinamente in Cina. Ma la morte lo colse in attesa nell'isoletta di Sanciano, di fronte a Canton, prima di poter realizzare il suo sogno. Sarà un altro gesuita, il maceratese Matteo Ricci, che nel 1582 metterà piede in suolo cinese e con tenacia e costanza inizierà il difficile percorso che nel 1602 lo porterà a Pechino e alla corte dell'imperatore, all'interno della Città Proibita. La sua figura è ancora stimata e il suo nome ricordato nei libri di storia cinesi. Oggi, nella Cina del dopo-Mao si apre di nuovo una prospettiva per la Compagnia di Gesù. L'11 marzo scorso, infatti, è stato firmato a New York un accordo tra l'università di Pechino e la Fordham University, in rappresentanza di un consorzio di 24 università americane, tutte dirette dai gesuiti. L'accordo, che porta il nome ufficiale di BIMP, cioè Beijing International Management Program, e meglio conosciuto come Beijing Project, ("Progetto Pechino"), era in cantiere da vari anni e le trattative sono state delicate e portate avanti con estremo riserbo. Tra le università americane coinvolte figurano nomi prestigiosi come la Georgetown University, il Boston College, la Marquette University, quella di San Francisco, ecc., oltre, naturalmente, la Fordham. L'accordo pluriennale, che riguarda un programma internazionale di gestione d'impresa, ha trovato la sua prima applicazione nel mese di maggio con corsi propedeutici di lingua inglese e di gestione. Il prossimo anno 60 studenti cinesi e 30 dal resto del mondo seguiranno il programma di studi. Ogni anno dieci facoltà delle università americane e dieci dell'università di Pechino offriranno congiuntamente un corso completo di gestione d'azienda. Sono previste sessioni di formazione direttamente presso imprese di Pechino e New York, come pure viaggi di studio all'estero. Il programma include pure scambi e consultazioni per le industrie. "Uomini d'affari e insegnanti del 21° secolo - dice Ernest Scalberg, decano della facoltà di gestione della Fordham University - devono lavorare insieme. Studenti e facoltà americane e cinesi hanno adesso una straordinaria opportunità di costruire ponti. Unendo le risorse delle università americane e di quella di Pechino noi speriamo di creare una riputazione capace di trasformare l'insegnamento nel settore della gestione d'imprese". E' la prima volta che istituzioni del mondo cattolico internazionale sono incaricate dell'insegnamento nella Cina Popolare. Ma perché sono stati scelti i gesuiti? E' fuori dubbio che la tradizione d'impegno culturale e scientifico iniziata secoli fa dal Ricci e continuata poi dai suoi successori, ha avuto un forte peso. Commentando quest'aspetto, il prof. Scalberg ha dichiarato all'agenzia Fides di Roma: "Le istituzioni dei gesuiti offrono il modello più moderno negli studi internazionali. Esso è stato costruito con una tradizione di 400 anni, caratterizzata da un'educazione rigorosa e personalizzata, dalla discussione e dalla dimensione etica. Questo impegno plurisecolare della Compagnia di Gesù ha contribuito all'accettazione ufficiale da parte del governo cinese". La Cina oggi ha un estremo bisogno di dirigenti d'impresa (si calcola un fabbisogno di 300.000 unità per i prossimi anni) seriamente formati e preparati per portare avanti la modernizzazione in campo economico e privatizzare le obsolete industrie statali. Per la Compagnia di Gesù è una vera sfida, accettata con entusiasmo perché fa parte della sua storia e della sua più genuina tradizione. |