| Novembre 2000 - Dossier: Migranti in cerca di futuro |
| Stati Uniti: la lotta per la dignità dei lavoratori immigrati |
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Ordinando tutti i lavoratori degli Stati Uniti in base al reddito e prendendo il 20% inferiore della classifica, si osserva che, dal 1968 al 1994, il loro reddito è aumentato solo dell'8%. Per contro, gli stipendi del 20% più alto sono aumentati del 44%. Nel quinto più basso della graduatoria si trova la gran parte dei lavoratori immigrati negli States. Essi occupano i lavori peggiori in modo assolutamente sproporzionato al loro numero. Gli stipendi medi (non i più bassi!) nelle occupazioni dove è maggiore la presenza di immigrati, a malapena superano i minimi contrattuali. Così, non c'è da sorprendersi che il tasso di povertà tra gli stranieri raggiunga il 21%, mentre tra gli autoctoni è del 12,9%.
Al di là di stipendi spesso al di sotto del livello di sussistenza, molti immigrati devono sopportare abusi sul luogo di lavoro che evocano quelli dell'inizio della rivoluzione industriale. Un solo esempio, tra i molti possibili. Pochi anni fa ho visitato una comunità agricola di frontiera. I coltivatori pagavano i contadini, in prevalenza immigrati, in base ai cesti di prodotto raccolto. Pur avendo recentemente rimpiazzato i vecchi cesti con altri nettamente più grandi, i proprietari si rifiutavano di aumentare i pagamenti. Il sindacato, oltre a protestare per questo, chiese di dotare di bagni portatili e acqua potabile i campi dove i contadini passavano intere giornate. Non sembrava una richiesta troppo radicale, eppure un manifesto di protesta affisso davanti alla sede del sindacato venne crivellato di pallottole.
All'alba del XXI secolo, questi lavoratori sono ormai entrati nella classe media o alta, ma una nuova ondata li ha rimpiazzati. I nati all'estero rappresentano ormai il 10% della popolazione statunitense. Si tratta di 27 milioni di persone, il 60% delle quali sono arrivate dopo il 1980. Esse affrontano barriere e discriminazioni altrettanto scoraggianti di quelle incontrate dai loro predecessori. La loro mancanza di potere è un grido forte che chiama la Chiesa a una rinnovata lotta per la dignità umana.
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Donald Kerwin Membro del Catholic Legal Immigration Network Traduz. e adattamento da In All Things (marzo 2000) |
| Due storie, un destino |
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Il signor M. e la signorina A. hanno lasciato Paesi sconvolti da guerre civili, Guatemala ed El Salvador, nei primi anni '90. Come migliaia di altri nuovi arrivati, si sono diretti (separatamente) a Perry, nell'Iowa, dove la Ibp, la più grande industria del mondo nel settore della macellazione e imballaggio della carne, ha aperto nel 1989 uno stabilimento per la carne di maiale. Sono giunti a Perry subito dopo la ristrutturazione di questo settore industriale, che ha fatto salire alle stelle i profitti. Un successo che però sembra non aver portato alcun beneficio ai lavoratori: sebbene la produzione del settore sia incredibilmente aumentata (+125% dal 1969 al 1994), la quota di profitto per lavoratore è diminuita. I sindacati, dove esistono, hanno fallito nel proteggere gli interessi dei loro iscritti. d.k.
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