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Americhe
I Superiori discutono di migrazioni
Con l'intento di stimolare un dialogo fruttuoso e di approfondire
la mutua conoscenza tra due realtà drasticamente diverse, ma
nello stesso tempo vicine e correlate, è stato organizzato il
primo incontro dei Provinciali del Nord e del Sud America a Miami (Usa)
dal 22 al 26 maggio, con la partecipazione del Padre Generale.
«Tra i vari argomenti trattati dai Padri Provinciali», riferisce
padre Frank Case S.I., Assistente regionale per il Nord America, «vi
era quello delle migrazioni. Alcuni rappresentanti della Conferenza
dei gesuiti Usa e della Cpal (la Conferenza dei Provinciali dell'America
Latina) hanno preparato un documento che descrive la problematica e
quanto la Compagnia di Gesù e la Chiesa stanno facendo a questo
riguardo. Se l'obiettivo di questo documento era quello di essere
uno strumento per assistere i migranti che dal Sud America si spostano
al Nord, non è stato possibile evitare la questione della migrazione
interna alla stessa America Latina. Qui si tratta di contenere i fattori
sociali, economici e politici che costringono la popolazione a emigrare.
Nell'America del Nord, invece, la sfida consiste nell'aiutare
gli immigrati a sentirsi a casa propria all'interno della Chiesa
e della società americana, provvedendo ai loro bisogni spirituali,
sociali, economici e politici in modo tale che si riesca ad aiutarli
a integrarsi in una terra e in una cultura straniere, senza per questo
fare violenza alle loro culture e tradizioni.
Fortunatamente i gesuiti e i loro collaboratori non sono gli unici a
interessarsi a una tale problematica. I vescovi americani sono pienamente
coinvolti, così come molti gruppi religiosi e secolari. I nostri
sforzi saranno tanto più efficaci nella misura in cui sapranno
collaborare con le varie organizzazioni esistenti».
Headlines
Ciad
Gesuiti in aiuto alla Caritas
In seguito all'intensificarsi dei combattimenti nella regione
sudanese del Darfur, dal mese di aprile oltre 150mila persone sono fuggite
in Ciad, mentre oltre un milione sono sfollate all'interno del
Sudan. In risposta a una richiesta dell'arcivescovo di N'Djamena,
la capitale del Ciad, alla fine di giugno un'équipe del
Jrs, accompagnata dal direttore internazionale, Lluís Magriñà
S.I., si è recata nel Ciad orientale. Il ruolo dell'équipe
è di sostenere i servizi scolastici e sociali offerti dalla Secadev,
la Caritas del Ciad, in tre campi profughi. La squadra comprende un
coordinatore per i programmi scolastici e uno per i servizi sociali.
L'istruzione, spesso trascurata nelle situazioni di emergenza,
è invece di fondamentale importanza: oltre al fatto che ogni
bambino ha diritto a una formazione scolastica, l'istruzione è
parte del processo fondamentale per ristabilire la normalità
nelle società lacerate dalla guerra. Il personale del Jrs sarà
integrato nella struttura operativa della Caritas ciadiana.
Jrs Dispatches
Thailandia
La Compagnia per una liturgia «viva»
Al termine del secondo congresso mondiale su «Gesuiti e Liturgia»,
svoltosi lo scorso giugno a Bangkok (Thailandia) con la partecipazione
di 65 gesuiti e altri esperti provenienti da 22 Paesi, è stata
creata l'Associazione internazionale «Jungmann». L'associazione
ha lo scopo di offrire contributi al rinnovamento della liturgia nella
Compagnia di Gesù e nella Chiesa. Padre Keith Pecklers S.I.,
della Provincia di New York, è stato eletto presidente e il fratello
Pierre Faure S.I., francese, vicepresidente dell'associazione.
Il tema centrale del convegno è stato «L'inculturazione
della liturgia». Si è discusso dell'esigenza di un
più forte coinvolgimento delle comunità e di una maggiore
integrazione della liturgia nella cultura, particolarmente sentito in
Asia, dove talvolta i cattolici sono accusati di essere credenti di
una religione straniera. Si prevede di organizzare un terzo congresso
nel 2006, probabilmente in America Latina.
www.sjweb.info
www.jesuit.org
Malta
Il Jrs critica le politiche su asilo e immigrazione
In un articolo intitolato «Deportation at what price!» (Deportazione
a che prezzo!), pubblicato in giugno sul Times di Malta, padre Pierre
Grech Marguerat S.I., coordinatore nazionale del Servizio dei gesuiti
per i rifugiati (Jrs), esamina la politica maltese per l'immigrazione
e l'asilo, in particolare la detenzione e i rimpatri forzati degli
immigrati clandestini e dei richiedenti asilo.
Padre Grech Marguerat concentra l'attenzione su due recenti casi
di violazione dei diritti umani riportati dalla stampa maltese e sul
fatto che Malta è stata segnalata nel Rapporto annuale di Amnesty
International sulle violazioni dei diritti umani. Il Rapporto riferisce
del destino di 220 eritrei che sono stati rimpatriati nel loro Paese
tra settembre e ottobre 2002. Padre Grech Marguerat ha criticato l'uso
frequente da parte del Governo della detenzione protratta dei richiedenti
asilo in condizioni che non rispettano i minimi standard internazionali.
Afferma che, nonostante i commenti negativi da parte dei media, ci sono
stati pochi cambiamenti nella politica maltese. Tutti gli immigrati
irregolari, fermati mentre sbarcano nell'arcipelago, vengono arrestati,
compresi i minorenni. Non ci sono regole scritte per la gestione dei
centri di detenzione, non esistono operatori sociali, né viene
offerta assistenza legale o una preparazione particolare a chi si prende
cura dei detenuti. Il sovraffollamento nei centri è stato ridotto
dopo che un sostanziale numero di immigrati, detenuti per oltre 18 mesi,
è stato rilasciato. Anche se accolto con favore, il rilascio
non modifica tuttavia la linea politica. I rilasciati non hanno documenti
e perciò non hanno la possibilità di lavorare.
Jrs Dispatches
Africa
Mobilitazione dei cappellani universitari
I gesuiti cappellani nelle istituzioni universitarie africane si sono
riuniti per la prima volta in maggio a Debre Zeit, in Etiopia, per riflettere
sulla loro missione comune. Organizzato dal cappellano del Movimento
internazionale degli studenti cattolici (Imcs) dell'Africa, Étienne
Triaille S.I., l'incontro ha riunito gesuiti di 14 Paesi africani.
Il loro obiettivo era di avere uno scambio sulla missione della Compagnia
nel mondo dell'istruzione e di offrire un sostegno reciproco nelle
diverse attività. I partecipanti, alla luce della 34ª Congregazione
Generale, hanno riconosciuto che un cappellano universitario gesuita
«deve anche distinguersi per la formazione umana, sociale, spirituale
e morale che sa offrire e per l'attenzione pastorale dedicata
sia agli studenti, sia ai diversi gruppi di persone con cui lavora».
Lavorando come cappellani con questo spirito, i gesuiti cercano di dare
sostegno spirituale, intellettuale e umano agli studenti e al personale
accademico e amministrativo. Nell'ambiente universitario, la formazione
catechetica, le crescenti divisioni etniche, la povertà e la
corruzione rappresentano grandi sfide che ha di fronte la Compagnia.
Ma la realtà dell'Aids, che colpisce più duramente
i giovani, rappresenta la sfida maggiore. Una cappella universitaria
è il luogo ideale per intraprendere un'azione pastorale
di sensibilizzazione, attenzione e lotta contro le discriminazioni.
La questione fondamentale è: che risposta possono offrire i gesuiti
alle persone colpite dalla malattia nel contesto universitario? Consulenza,
organizzazione dei giovani in attività di solidarietà,
creazione di strutture di sostegno, sono alcune delle iniziative intraprese
finora. Il loro impatto si misura sul comportamento e l'informazione
che gli studenti acquisiscono. Ma una risposta adeguata ai bisogni materiali
degli studenti affetti da Aids non è stata ancora trovata.
I cappellani hanno concordato di lavorare insieme, condividendo le informazioni
per sensibilizzare i membri delle comunità studentesche: una
volta divenuti più aperti su questi argomenti, gli studenti stessi
possono essere attivi nella lotta all'Aids. Nelle rispettive università,
i cappellani sosterranno la campagna dell'Imcs-Africa per incoraggiare
gli studenti a fare il test per conoscere la loro situazione.
AJANews
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