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 Ottobre 2004 - Eco dei gesuiti - In rete

Americhe
I Superiori discutono di migrazioni
Con l'intento di stimolare un dialogo fruttuoso e di approfondire la mutua conoscenza tra due realtà drasticamente diverse, ma nello stesso tempo vicine e correlate, è stato organizzato il primo incontro dei Provinciali del Nord e del Sud America a Miami (Usa) dal 22 al 26 maggio, con la partecipazione del Padre Generale.
«Tra i vari argomenti trattati dai Padri Provinciali», riferisce padre Frank Case S.I., Assistente regionale per il Nord America, «vi era quello delle migrazioni. Alcuni rappresentanti della Conferenza dei gesuiti Usa e della Cpal (la Conferenza dei Provinciali dell'America Latina) hanno preparato un documento che descrive la problematica e quanto la Compagnia di Gesù e la Chiesa stanno facendo a questo riguardo. Se l'obiettivo di questo documento era quello di essere uno strumento per assistere i migranti che dal Sud America si spostano al Nord, non è stato possibile evitare la questione della migrazione interna alla stessa America Latina. Qui si tratta di contenere i fattori sociali, economici e politici che costringono la popolazione a emigrare.
Nell'America del Nord, invece, la sfida consiste nell'aiutare gli immigrati a sentirsi a casa propria all'interno della Chiesa e della società americana, provvedendo ai loro bisogni spirituali, sociali, economici e politici in modo tale che si riesca ad aiutarli a integrarsi in una terra e in una cultura straniere, senza per questo fare violenza alle loro culture e tradizioni.
Fortunatamente i gesuiti e i loro collaboratori non sono gli unici a interessarsi a una tale problematica. I vescovi americani sono pienamente coinvolti, così come molti gruppi religiosi e secolari. I nostri sforzi saranno tanto più efficaci nella misura in cui sapranno collaborare con le varie organizzazioni esistenti».
Headlines

Ciad
Gesuiti in aiuto alla Caritas
In seguito all'intensificarsi dei combattimenti nella regione sudanese del Darfur, dal mese di aprile oltre 150mila persone sono fuggite in Ciad, mentre oltre un milione sono sfollate all'interno del Sudan. In risposta a una richiesta dell'arcivescovo di N'Djamena, la capitale del Ciad, alla fine di giugno un'équipe del Jrs, accompagnata dal direttore internazionale, Lluís Magriñà S.I., si è recata nel Ciad orientale. Il ruolo dell'équipe è di sostenere i servizi scolastici e sociali offerti dalla Secadev, la Caritas del Ciad, in tre campi profughi. La squadra comprende un coordinatore per i programmi scolastici e uno per i servizi sociali. L'istruzione, spesso trascurata nelle situazioni di emergenza, è invece di fondamentale importanza: oltre al fatto che ogni bambino ha diritto a una formazione scolastica, l'istruzione è parte del processo fondamentale per ristabilire la normalità nelle società lacerate dalla guerra. Il personale del Jrs sarà integrato nella struttura operativa della Caritas ciadiana.
Jrs Dispatches

Thailandia
La Compagnia per una liturgia «viva»
Al termine del secondo congresso mondiale su «Gesuiti e Liturgia», svoltosi lo scorso giugno a Bangkok (Thailandia) con la partecipazione di 65 gesuiti e altri esperti provenienti da 22 Paesi, è stata creata l'Associazione internazionale «Jungmann». L'associazione ha lo scopo di offrire contributi al rinnovamento della liturgia nella Compagnia di Gesù e nella Chiesa. Padre Keith Pecklers S.I., della Provincia di New York, è stato eletto presidente e il fratello Pierre Faure S.I., francese, vicepresidente dell'associazione. Il tema centrale del convegno è stato «L'inculturazione della liturgia». Si è discusso dell'esigenza di un più forte coinvolgimento delle comunità e di una maggiore integrazione della liturgia nella cultura, particolarmente sentito in Asia, dove talvolta i cattolici sono accusati di essere credenti di una religione straniera. Si prevede di organizzare un terzo congresso nel 2006, probabilmente in America Latina.
www.sjweb.info
www.jesuit.org

Malta
Il Jrs critica le politiche su asilo e immigrazione
In un articolo intitolato «Deportation at what price!» (Deportazione a che prezzo!), pubblicato in giugno sul Times di Malta, padre Pierre Grech Marguerat S.I., coordinatore nazionale del Servizio dei gesuiti per i rifugiati (Jrs), esamina la politica maltese per l'immigrazione e l'asilo, in particolare la detenzione e i rimpatri forzati degli immigrati clandestini e dei richiedenti asilo.
Padre Grech Marguerat concentra l'attenzione su due recenti casi di violazione dei diritti umani riportati dalla stampa maltese e sul fatto che Malta è stata segnalata nel Rapporto annuale di Amnesty International sulle violazioni dei diritti umani. Il Rapporto riferisce del destino di 220 eritrei che sono stati rimpatriati nel loro Paese tra settembre e ottobre 2002. Padre Grech Marguerat ha criticato l'uso frequente da parte del Governo della detenzione protratta dei richiedenti asilo in condizioni che non rispettano i minimi standard internazionali. Afferma che, nonostante i commenti negativi da parte dei media, ci sono stati pochi cambiamenti nella politica maltese. Tutti gli immigrati irregolari, fermati mentre sbarcano nell'arcipelago, vengono arrestati, compresi i minorenni. Non ci sono regole scritte per la gestione dei centri di detenzione, non esistono operatori sociali, né viene offerta assistenza legale o una preparazione particolare a chi si prende cura dei detenuti. Il sovraffollamento nei centri è stato ridotto dopo che un sostanziale numero di immigrati, detenuti per oltre 18 mesi, è stato rilasciato. Anche se accolto con favore, il rilascio non modifica tuttavia la linea politica. I rilasciati non hanno documenti e perciò non hanno la possibilità di lavorare.
Jrs Dispatches

Africa
Mobilitazione dei cappellani universitari
I gesuiti cappellani nelle istituzioni universitarie africane si sono riuniti per la prima volta in maggio a Debre Zeit, in Etiopia, per riflettere sulla loro missione comune. Organizzato dal cappellano del Movimento internazionale degli studenti cattolici (Imcs) dell'Africa, Étienne Triaille S.I., l'incontro ha riunito gesuiti di 14 Paesi africani. Il loro obiettivo era di avere uno scambio sulla missione della Compagnia nel mondo dell'istruzione e di offrire un sostegno reciproco nelle diverse attività. I partecipanti, alla luce della 34ª Congregazione Generale, hanno riconosciuto che un cappellano universitario gesuita «deve anche distinguersi per la formazione umana, sociale, spirituale e morale che sa offrire e per l'attenzione pastorale dedicata sia agli studenti, sia ai diversi gruppi di persone con cui lavora». Lavorando come cappellani con questo spirito, i gesuiti cercano di dare sostegno spirituale, intellettuale e umano agli studenti e al personale accademico e amministrativo. Nell'ambiente universitario, la formazione catechetica, le crescenti divisioni etniche, la povertà e la corruzione rappresentano grandi sfide che ha di fronte la Compagnia. Ma la realtà dell'Aids, che colpisce più duramente i giovani, rappresenta la sfida maggiore. Una cappella universitaria è il luogo ideale per intraprendere un'azione pastorale di sensibilizzazione, attenzione e lotta contro le discriminazioni. La questione fondamentale è: che risposta possono offrire i gesuiti alle persone colpite dalla malattia nel contesto universitario? Consulenza, organizzazione dei giovani in attività di solidarietà, creazione di strutture di sostegno, sono alcune delle iniziative intraprese finora. Il loro impatto si misura sul comportamento e l'informazione che gli studenti acquisiscono. Ma una risposta adeguata ai bisogni materiali degli studenti affetti da Aids non è stata ancora trovata.
I cappellani hanno concordato di lavorare insieme, condividendo le informazioni per sensibilizzare i membri delle comunità studentesche: una volta divenuti più aperti su questi argomenti, gli studenti stessi possono essere attivi nella lotta all'Aids. Nelle rispettive università, i cappellani sosterranno la campagna dell'Imcs-Africa per incoraggiare gli studenti a fare il test per conoscere la loro situazione.
AJANews

 




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